Lettera al direttore. Tenerife e i miei amici delfini

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Mio padre mi insegnò a pescare e a preparare speciali metodi di pesca. Qui a Tenerife ho imparato dai pescatori canari altri metodi adatti alla pesca di pesci locali. Il resto è un gran regalo della natura. Mi riferisco alle avventure che mi sono occorse pescando dalla rupe.

La mia rupe è rivolta verso il sud, cosicché tutto il tempo di pesca è anche un tempo di bagno solare, luce solare diretta dal sole e riflessa dalla superficie del mare. Per questo, sono ben abbronzato. Se i pesci non abboccano, rischio di annoiarmi, per cui, sobbalzo dalla gioia quando passano i delfini. So che fanno parte dei mammiferi più intelligenti della terra.

Quanto mi piacerebbe fare quattro chiacchiere con qualcuno di loro, ma mi trattengo perché non conosco il delfiniano e temo che siano più intelligenti di me e non abbiano tempo da perdere. Infatti, cosa rispondo se mi chiedono se è vero che da noi i delfini li imprigioniamo, in grosse vasche, non perché abbiano combinato qualcosa di illegale, ma perché ci sono tanti della mia specie che pagano per andarli a vedere. Così senza una ragione plausibile!

E se mi chiedono: Ma chi ve ne da il diritto, che specie siete, tanto barbari? E io ci diventerei rosso dalla vergogna. Come posso spiegar loro che siamo traviati dal denaro. Se qualcosa frutta denaro , non importa che sia barbaro, sporco, vergognoso, umiliante, basta che porti denaro, siamo disposti a tutto, anche allo schiavismo. Per questo no, io non reagisco visibilmente quando passano, il mio cuore sobbalza, ma spero che non si veda da fuori.

Ammiro come emergano a prendersi una boccata d’aria e si immergano con gran eleganza. E se ne vanno, beati loro, nel loro ambiente selvaggio, liberi, senza tasse di circolazione, senza frontiere, senza passaporti, senza partiti politici, senza tradizioni, senza tendenze religiose, né targhetta bancaria, senza eseguire coreografie acrobatiche per rallegrare gli spettatori e io li guardo e mi meraviglio di questo spettacolo naturale, altroché delfinario.

Sarò un tipo strano, ma a volte io alla roccia, ci vado anche senza attrezzatura da pesca, senza biglietto d’ingresso!

Ma certo, questo si che mi succede, mi siedo e aspetto che passino, i miei amici delfini, miei lontani parenti.

Antonio Larcher

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