Paulo Coelho: alchimista o apprendista stregone?

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Dopo aver letto l’ultimo libro di Paulo Coelho, “Il manoscritto ritrovato ad Accra”, è inevitabile essere attraversati da un senso di perplessità.

 

Confesso che da adolescente avevo un debole per i romanzi dello scrittore brasiliano: “L’Alchimista”, “Veronika decide di morire”, “Il Cammino di Santiago”, giusto per citare alcuni fra i più celebri, possono essere di grande ispirazione per un giovane.

{loadposition adsense-riquadro-articoli-piccolo}Poi però si cresce, ed insieme al carattere, alle aspettative ed alla percezione del mondo, cambiano anche le letture. Personalmente ho imparato ad apprezzare le raccolte di racconti iniziatici tramandati da differenti scuole spirituali: dal Sufismo allo Chassidismo, passando per la tradizione Rom e così via.

Può capitare, quindi, di notare la somiglianza fra la storia narrata ne “L’Alchimista” ed una novella Sufi, o di riconoscere numerose citazioni riprese da Coelho nei suoi romanzi.

Con “Il manoscritto ritrovato ad Accra”, però, lo scrittore brasiliano sembra essersi spinto oltre: il libro, infatti, può essere considerato una riscrittura in chiave moderna de “Il profeta” di Khalil Gibran, dato che ne ripropone temi e struttura narrativa.

La sensazione di déjà vu emerge prepotentemente fin dalle prime pagine. Nel corso della sua carriera Coelho ha sempre dimostrato un certo gusto per la citazione – basti pensare ad uno dei suoi più recenti romanzi, “L’Aleph”, che nel titolo richiama una celebre opera di Borges – ma negli ultimi tempi questa sua tendenza sembra voler compensare una scarsa vena creativa.

Sebbene i suoi libri continuino a dominare le classifiche (Coelho ha raggiunto la cifra record di 100 milioni di libri venduti nel corso della sua carriera), lo scrittore brasiliano sembra aver perso quella “magia” che era alla base del suo successo.

Opere come “Il vincitore è solo”, “L’Aleph” e alcune vecchie opere ripubblicate recentemente per fare cassetta, sembrano compendi di filosofia new age e manuali di auto aiuto più che delle opere letterarie.

L’ “alchimista” Coelho sembra essersi improvvisamente trasformato nell’ “apprendista stregone” di Walt Disney, e dà l’impressione di aver dimenticato la formula magica che gli consentiva di parlare al cuore dei suoi lettori.

Claudio Del Piano cdelpiano@willyshakez.com

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