Tre tedeschi e un’italiana a Tenerife

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Sembrerebbe l’inizio di una di quelle barzellette che ci dilettavano in tempi che non sono più. Una passione in comune, il vino, unisce tre tedeschi e un’italiana, una calda domenica di fine agosto a Tenerife, nella mediania di San Miguel, per quella che non si può definire altrimenti: una vendemmia europea.

 

Uva canaria, mani di Amburgo, piedi di Berlino, forza e potenza dal lago di Costanza, e improvvisazione padovana! Tra un barranco e l’altro, il panorama scende sulla Montaña Roja, immersi nel piccolo vitigno, circondati dai girasoli, che fin’ora non avevo ancora visto a Tenerife.

{loadposition adsense-riquadro-articoli-piccolo}Da brava italiana, sono l’ultima ad unirmi al trio di tedeschi, già efficientissimi, ognuno in postazione.

Eppure, so già che aspettavano il mio arrivo per cominciare a sgarrare: Brumilde vorrebbe già accendersi una sigaretta, Crimilde cerca disperatamente di regolare l’ombrellone per godere un po’ di sollievo in questa giornata che è già calda alle dieci di mattina, mentre io sogno la macchina da caffè di Brumilde, pervasa dal ricordo dell’ultimo buon espresso bevuto a casa sua.

E si, perché Brumilde, Crimilde e Sigfrido hanno scelto di vivere a Tenerife, ma la loro passione si chiama Italia.

Sigfrido con il suo camper ha girato il mondo, ma i suoi occhi s’illuminano solo quando si parla di “prosciutto krudo” e “parmicciano”. Perchè la cucina francese è troppo elaborata, quella spagnola pesantuccia, mentre quella italiana, è l’apoteosi del gusto, semplicemente “muy buona”, “muy buona”.

Ci piace lavorare e divagare, parlare di Chianti, di giri in vespa per le colline, di Kartoffeln e di Mafiosi, di come arrivavano, loro, ogni estate in Italia con le loro Volkswagen Passat color verde pisello, si sedevano in trattoria, mentre il nostro sguardo divertito scendeva su sandali e calzini a caviglia, ordinavano “Uno Spaghetti Karbonara con Kappuccino bitte”.

E ancora scorre la memoria verso l’improbabile tedesco che parlava il nostro caro Trapattoni, quando allenava il Bayern Monaco, coniando espressioni che sono entrate nel linguaggio comune di un intero paese. Dopo Martin Lutero, solo il Trap! E proprio ripensando al caro Trap, la mente corre inevitabilmente alla partita delle partite, quella che anche wikipedia definisce “la partita del secolo”, quell’Italia-Germania del 1970.

Perché diciamolo, nessuna partita ci emoziona tanto come quella contro i cari e odiati Krukki. Quand’è cosi, la fatica non si sente e la giornata scorre in fretta.

L’ultimo pensiero non può che andare a Tenerife, l’isola che ha reso possibile questo curioso e singolare incontro.

Tenerife dal cuore grande e dalle mille bandiere, ci regala anche questo: una bizzarra vendemmia europea.

Francesca Passini

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