Tutti “pazzi” per le Canarie

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Carissimi lettori, è arrivato marzo e, come per magia, l’isola si veste di nuovi colori arricchiti da effetti sonori grazie alla flora e fauna uniche nel loro genere: diamo il benvenuto alla Primavera.

In questo momento dell’anno, in cui le temperature cominciano a rialzarsi e la popolazione, allietata del tepore, esce con più frequenza, mi sono fatto un’ idea abbastanza chiara sulla considerevole emigrazione da parte degli italiani che, ormai da moltissimi anni, scelgono quest’isola per cambiare vita.

Ci sono italiani arrivati tanti anni fa, che si sono fatti strada grazie alla volontà di ripagare il sacrificio di aver abbandonato la propria terra d’origine e che, a loro volta, hanno dato da vivere ai conterranei, venuti dopo di loro, che hanno affrontato lo stesso duro viaggio e, grazie a tutte queste persone, l’Italia ha brillato anche qui; e poi ci sono gli altri italiani, quelli che sono in qualche modo scappati, che hanno abbandonato il proprio paese per aver gestito male la vita, per non aver saputo distinguere il giusto dal facile e che hanno dato un immagine distorta di un popolo che vive di onestà e duro lavoro.

Ovviamente tra un estremo e l’altro ci sono quelli nel mezzo, coloro che danno la sfumatura, gli avventurieri che sono arrivati da pochi anni a questa parte, gli italici scontenti del proprio paese, che raggruppano i propri averi per ricominciare una vita qui, ed è proprio di questi che mi sono interessato maggiormente, in quanto ho constatato che un filo sottile comune li lega uno all’altro facendoli sembrare una di quelle collane di bigiotteria molto belle da vedere ma che alcune volte scarseggiano in qualità: gli imprenditori “itagnoli”.

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Quest’ultima categoria è quella che sta spopolando sull’isola, che ogni giorno vede arrivare diverse tipologie di persone e tutte con lo stesso fine: quello di arricchirsi aprendo un’ attività, chi il bar piuttosto che il ristorante e chi fantastici shop apparentemente innovativi che, per qualche misterioso motivo, dovrebbero funzionare in quanto novità e la caratteristica più sublime che contraddistingue questi personaggi è quella che, dal momento stesso in cui mettono piede sull’isola, iniziano a denigrarla lamentando nostalgia di casa.

Molto spesso capita che queste idee straordinarie prendano vita, e fin qui nulla di strano, visto che i nuovi imprenditori hanno impiegato la maggior parte dei propri risparmi per realizzare il proprio business plane; ma ancora più frequentemente succede che queste cosiddette news dell’isola facciano un buco nell’acqua in quanto gli “investitori senza frontiere” non avevano fatto i conti, come avrebbero dovuto, e finiscono per trovarsi nella stessa condizione che li ha spinti ad abbandonare la propria terra, con la sola differenza che ormai il denaro che avevano da parte si è esaurito e quindi si ritrovano peggio.

Perché molte attività appaiono e scompaiono come l’intimo di una pornodiva?

Pare che molti credano che saper fare qualcosa nella vita sia un motivo sufficientemente valido per poter sperare di aver il giusto riscontro da parte degli altri; si vedono bravissimi professionisti di settore che presi dall’entusiasmo aprono attività inerenti alle proprie velleità fare clamorosi flop, in quanto hanno avuto la presunzione di pensare che il solo talento, potesse bastare e, per qualcuno di loro, esiste anche l’aggravante dell’arroganza e mancanza di umiltà nell’ammettere i propri sbagli.

Quelli che fanno più sorridere, sono gli imprenditori fast and furious, quelli che arrivano e, in pochissimo tempo, aprono attività commerciali in un paese straniero senza neanche sapere le basi della lingua, con la scusante che lo spagnolo è un idioma molto simile all’italiano e che in realtà non è cosa indispensabile da sapere subito. Facciamo un minuto di silenzio?

Poi ci sono gli imprenditori da Oscar, quelli che aprono e chiudono attività come se fossero la saga di un film, tipo Star Wars, cioè che, quando finisce un episodio, hanno già in mente i colpi di scena della prossima pellicola. Non dimentichiamoci di quelli a “intermittenza”, che vedi lavorare solo “a fotogrammi” e quelli “divini”, che appaiono, poi non li rivedi mai più e hanno lasciato dietro di sè i “fedeli” che li cercano disperatamente ma non con le mani giunte, solo con gli arti superiori distesi e con eventuali diti medi in evidenza.

Il “top of the top of the list” sono quelli ancora in patria che, sapendo che hanno un amico che vive alle Canarie, cominciano a fare stalking senza ritegno chiedendo qualunque tipo di informazione, sperando di ricevere risposte esaurientemente positive ai quesiti che propongono e appoggio nel caso dovessero decidere di abbandonare la vecchia vita: “gli imprenditori futuristici”.

La cosa più divertente è che le domande sembrano “campionate” in quanto sono sempre le stesse: “quanto costa la vita?”, “come sono le strutture e i servizi?” e poi arriva quella da un milione di dollari: “ma se dovessi decidere di venire lì e aprire un attività?”. E questa è la peggiore in quanto la risposta potrebbe diventare un arma affilatissima forgiata proprio da chi, fornendo le informazioni, crea speranze nella mente dei prossimi emigranti.

 

PERCHE’ TUTTI VOGLIONO ESSERE IMPRENDITORI?

 

Io credo che aver vissuto da dipendenti mal pagati e stra sfruttati abbia traumatizzato le menti dei “geni” che sono sbarcati negli ultimi tempi e per questo la voglia di rivalsa è talmente potente da far dimenticare che siamo comunque persone che devono imparare usi e costumi di una popolazione meravigliosa ma differente, che accoglie chiunque a braccia aperte ma che in cambio vuole essere rispettata.

Bisognerebbe, a mio avviso, fare un po’ di adattamento prima di lanciarsi in fantascientifiche imprese, per imparare le leggi, la lingua, il modo di vivere, le abitudini e tutto quello che può aiutare a diventare parte integrante della comunità, anche perché questo paese non nega a nessuno l’ingresso a patto che si apporti beneficio e non disagio; un po’ quello che vuole qualunque popolo che dà asilo a tutti coloro che appartengono ad altre radici.

Concludo con un pensiero rivolto a tutti coloro che hanno davvero voglia di vivere al meglio questo bellissimo angolo di mondo: consiglio umilmente di fare attenzione a quelli che pensano a quest’isola come a una sorta di Eldorado e che arrivano per portare anche qui la medesima mediocrità che li ha fatti fallire nel loro paese. Viva l’Italia e vivi le Canarie

I. C. S.

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