Un punto di vista leggermente diverso dall’ipotetico vacanziere

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Un punto di vista leggermente diverso dall’ipotetico vacanziere. Chi, sentendo parlare di isole Canarie o di Tenerife, non si é lasciato trasportare dal suo immaginario nell’ipotetica isoletta tropicale con spiagge di fine sabbia dorata, un mare cristallino e palme a cui appendere l’amaca sotto un sole cocente, tipico da ipotetica pubblicità del villaggio Alpitour?

Ebbene sì, in realtà il nostro immaginario ci conduce in un luogo che non si discosta molto dalle nostre aspettative, ma basta avere un punto di vista leggermente diverso dall’ipotetico vacanziere Alpitour per capire che sostanzialmente la situazione reale si compone di molti altri aspetti.

Parlo della massificazione reale di colate di cemento senza alcun sconto di pena all’ambiente circostante nel districato agglomerato turistico meridionale, complesso che io definirei (edificato in modo) caotico, immerso nel paesaggio mozzafiato dell’anfiteatro naturale delle colline circostanti, oramai deturpate in parte della propria integrità.

All’intento vacanziero inoltre basta fare qualche passeggiata al di fuori dei megagalattici complessi alberghieri o accingersi ad ammirare il vasto “paesaggio lunare” del Llano de Troya, uno dei pochi scorci paesaggistici rimasto intatto nella edificatissima zona marittima, per notare come sia carente l’interesse nella cura del medioambiente con “pecche evidenti” di degrado urbano.

Parlo delle vere e proprie discariche a cielo aperto che si aprono qua e là a stipare vettovaglie non più in utilizzo, materiali di scarto di una precedente edificazione o semplicemente spazzatura di produzione turistica.

Probabilmente per un interesse nel vendere un pacchetto ottimo ai viaggiatori si lustrano e curano zone adibite al solo uso turistico, tralasciando e sfruttando gli ampi (e rari) spazi vuoti di alcuni terreni adiacenti a queste aree come veri e propri luoghi di scarico.

Sempre per richiamare all’attenzione il caso degli esempi, cito in giudizio una delle più belle località del sud, la ventosa spiaggia de El Medano; godersi una piacevole passeggiata in riva al mare, contemplando il panorama arido e caratterizzato dal color vermiglio della Montaña Roja, fa credere all intento turista di essere arrivato in uno di quei paradisi naturali che l’isola racchiude; basta però discostarsi di poco dalla via marittima per scorgere anche qua, un segno intangibile della presenza umana con qualche mucchietto di rifiuti sparsi qua e là, come ennesimo segno reale dalla non curanza da parte delle persone che dovrebbero preservare, questo peculiare ecosistema.

Tutto questo per chi, ancora viene qua guardando la fantomatica isola da un punto di vista solamente commerciale-turistico dei bei ristorantini e dallo scintillio delle strutture ricettive appena lucidate e laccate, pronte ad accogliere i prossimi turisti.

“Spogliandoci quindi dei nostri ruoli, turisti o abitanti, di passaggio o residenti, siamo tutti cittadini del medesimo spazio, la nostra casa chiamata terra. Impariamo a rispettare e a difendere la natura che ci offre, vicino o lontano dal luogo in cui viviamo, ogni angolo magico che ci fa scoprire é un pezzo che appartiene a ciascuno di noi.”

Alessandro Giacomi

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