Italiani all’estero. Tenere assieme vecchia e nuova emigrazione

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Italiani all’estero, In un decennio gli italiani emigrati sono aumentati esponenzialmente. Il mondo degli italiani all’estero sta vivendo una grande trasformazione.

Gli anni della crisi hanno portato a un incremento “esponenziale” della loro presenza all’estero e le figure che emigrano non sono più solo quelle tradizionali. L’ha sottolineato oggi Michele Schiavone, segretario generale del Consiglio generale degli italiani all’estero (CGIE), intrattenendosi con Askanews alla Farnesina dove si trovava nell’ambito della riunione del Comitato di presidenza del CGIE, sostenendo che è necessario tener conto sia dell’emigrazione storica sia di questa nuova emigrazione.

Siamo consapevoli che il numero degli italiani all’estero è aumentato esponenzialmente per i vari motivi, tra i quali la disoccupazione, che portano i giovani di diverse classi sociali a emigrare”, ha premesso Schiavone. “A questi – ha proseguito – si aggiungono alte categorie con background spendibili che si affermano altrove, con un alto know how”.

Il numero di italiani di italiani iscritti all’AIRE, il registro per i concittadini residenti all’estero, è cresciuto tra il 2006 e il 2017 del 64,7 per cento, arrivando alla cifra record di 5.114.469. Nel 2006 erano 3,1 milioni. Tenere assieme, nelle sue strutture, nella rivendicazione dei suoi diritti, l’emigrazione storica e la nuova emigrazione è una sfida da raccogliere anche con l’uso delle nuove tecnologie, ha spiegato Schiavone.

Gli italiani all’estero devono sempre più essere ambasciatori nel mondo dell’italianità”, ha affermato il segretario generale del CGIE. “Dobbiamo preoccuparci – ha continuato – delle generazioni che sono emigrate in passato e dei nuovi arrivati che devono potersi integrare”.

Fonte askanews

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