LA CULTURA ITALIANA A TENERIFE: gli italiani parlano parlano, ma poi…

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Sempre così: gli italiani parlano parlano, ma poi… non fanno nulla!

 

Nel numero di ottobre, in questa stessa pagina, ViviTenerife pubblicava con entusiasmo la notizia che il Colegio Costa Adeje avrebbe proposto, fra le attività extracurricolari del nuovo anno scolastico, “Cultura italiana”, un’opportunità unica rivolta agli alunni italiani che avrebbe permesso loro di mantenere una relazione costante e proficua con la lingua materna e quelle radici culturali che, con il trasferimento della famiglia a Tenerife, inevitabilmente finiscono per perdersi nella quotidianità di una nuova lingua e di una nuova cultura, dai più giovani assorbite – giustamente – con la facilità di una spugna.

 

Quante volte, dal mio osservatorio privilegiato della direzione del giornale che quotidianamente mi pone in contatto con le centinaia, le migliaia di italiani che ormai vivono qui, ho sentito rimpiangere la ricchezza culturale dell’Italia, e genitori dolersi della mancata opportunità per i loro figli di conoscere meglio loro terra d’origine, la storia, l’arte e la cultura; per non parlare della lingua, la nostra bellissima e ricchissima lingua che le generazioni cresciute qui inevitabilmente finiranno per perdere!

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Ero certa che numerose famiglie avrebbero approfittato dell’opportunità che, dimostrando attenzione e lungimiranza, la scuola aveva pensato di offrire; per questo una volta chiuse le iscrizioni alle attività extracurricolari ho voluto informarmi sull’esito dell’iniziativa.

La risposta mi ha lasciato di sale: ZERO! Nessuna, fra le famiglie del centinaio di alunni italiani della scuola, ha ritenuto di regalare ai propri figli questa opportunità che reputo preziosa, ma non solo: addirittura NESSUNO ha ritenuto opportuno informarsi sull’iniziativa, le attività che si sarebbero svolte, con quali modalità, chi sarebbe stato l’insegnante…

 

Non saprei dire quale emozione abbia prevalso quando l’ho saputo, se la tristezza o la delusione; sicuramente, ripensandoci a mente fredda, ho provato rabbia! Ma è mai possibile? Lagnanze, lamentele, rimpianti…tutte chiacchiere allora! Se poi, al momento di corrispondere coerentemente alle nostre stesse parole, finiamo per operare scelte di segno opposto. Meglio il calcio della lingua italiana, meglio il golf, o magari il “fasttyping” (?) della nostra cultura? Non entro certo nel merito delle valutazioni e delle scelte di ciascuno; però … non fa piacere sapere che il commento di qualcuno, alla scuola, è stato: “Sempre così: gli italiani parlano parlano, ma poi… non fanno nulla!”

 

Una vita a combattere gli stereotipi, ma forse non sempre ne vale la pena!

 

Antonina Giacobbe

 

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