La notte magica del Solstizio d’estate

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solstizio-estateVivremo in questo mese di giugno la notte più piccola di tutto l’anno, quella che segna l’inizio dell’estate; sarà così piccola da costituire un sottilissimo diaframma attraverso cui facilmente potranno irrompere dal mondo sotterraneo gli spiriti che verranno a festeggiare… la rinascita delle tenebre!

 

Voleranno di volo sbilenco stormi di streghe verso il Gran Noce di Benevento ed allora tutti fuori giù nei campi ad accendere falò, piccoli soli notturni che ci aiuteranno a difendere i raccolti; ma prima di uscire, per favore, assolutamente non scordarsi di mettere sale grosso sulle finestre e nei balconi, perchè quella che ci aspetta stanotte sarà… una notte di tregenda!

{loadposition adsense-riquadro-articoli-piccolo}I falò sono finalmente accesi: saltiamo tre volte fra le sue guizzanti lingue di fuoco, purifichiamoci e chiediamo per noi un anno che sia veramente fortunato (senza far mancare, naturalmente, ai nostri amici che già si sono disposti attorno al fuoco ceci abbrustoliti e vino rosso corposo… asciutto o abboccato che sia)!

Nel solstizio d’estate anche le donne celtiche, un tempo, saltavano attraverso le fiamme per rimanere fecondate; e in Roma, in una notte così, era Giano il Dio più volte invocato come Guardiano della Porta che spalancava la terra prima dell’estate ed il cielo prima dell’inverno (continuando,cosí, l’antica tradizione omerica della porta degli uomini e quella degli dèi collocate entrambe in Itaca nell’antro di Ulisse).

Giano era il Dio bifronte dei Misteri iniziatici, il Vigilante della Porta dimensionale che, in un’operazione interamente magica, collegava l’uomo con l’altra realtà dell’oltretomba perchè potesse conoscere il suo destino; la notte di Giano era, infatti, quella in cui gli spiriti degli antenati (come nel Pitri-yana degli indù) emergevano dall'”inframondo” (neologismo tutto mio) per connettersi con i propri discendenti; ora ricordo che dalle mie parti nel Mezzogiorno d’Italia, a metà del secolo scorso, ancora si usava (almeno nei piccoli paesi come il mio) lasciare porte aperte e piatti imbanditi nella notte dei morti, continuando cosí senza saperlo un rito pagano antichissimo!

Atmosfera elettrizzante carica di vera magia, quindi, quella di questa notte solstiziale in cui Proserpina abbandona l’Ade (ma solo per 6 mesi) per ricongiungersi a sua madre Cerere e gli antichi Druidi invocano, durante il rito celtico dell’Alban Hervin, tutte le forze cosmiche della natura: le Salamandre del Fuoco, le Ondine dell’Acqua, Silfidi de Elfi dell’Aria e gli Gnomi della Terra!

Ma, intanto,la notte illanguidisce e l’alba del primo giorno d’estate sta per emettere il suo primo vagito: è proprio il momento giusto per raccogliere (sotto lo sguardo di stelle ancora spaventate) l’ipnotica artemisia che essiccheremo per riempire i nostri cuscini su cui farci dolcemente cullare da sogni sereni; ma anche l’erotica verbena che è sempre capace di suscitarci strani desideri d’amore, senza assolutamente scordarci di strappare all’iperico la sua sommità fiorita che può scacciare il diavolo in persona per quell’aroma intenso e penetrante di mistico incenso!

Il fatto è che le piante di questa notte di fuochi fatui racchiudono straordinari poteri, straordinari misteri e straordinarie magie come la fresca rugiada che dobbiamo raccogliere prontamente prima che il primo sole d’estate sorga dal cuore dell’aurora mentre sta entrando nella costellazione del Cancro!

Spalmarsene un po’ può (scusate il bisticcio) significare risolvere il mal d’occhi, ma anche farla finita una volta per sempre con le fastidiose emorroidi (soprattutto quando cominciano a distillare… sudori di porpora!); ma sono le ragazze, in questa notte di diavoli e streghe, a dover approfittare della rugiada dell’alba per inumidirsi la rosa segreta: innamoreranno magicamente per sempre quel ragazzo già apparso nei loro sogni d’amore!

Il sole è già nella costellazione del Cancro e il solstizio è già passato: ma l’Acqua non simboleggia magicamente il segno zodiacale del Cancro? Ora sì che intendiamo perchè fu proprio Giovanni (che battezzò per l’appunto nelle Acque del Giordano suo cugino Gesù) il santo scelto dalla Chiesa per sostituire l’antico Giano (in latino è IANUS, ma Giovanni in latino è IOHANNES: non vi sembra che ci sia una strana, sorprendente assonanza?).

Meno male, il raccolto è stato salvato e chi ha saltato tre volte tra le fiamme, avrà sicuramente un anno fortunato! È tempo d’andare a dormire! Ce lo siamo veramente meritato, dopo una simile notte di pandemonio che Goya seppe dipingere con inquietante cupezza e il nostro Puccini musicare proprio ai suoi esordi!

L’estate è così cominciata: avremo storditi meriggi assolati, freschi mattini e, soprattutto, dolcissime sere che ci accompagneranno tiepidamente lungo le passeggiate che faremo sotto il cielo subtropicale della nostra Tenerife! Ma sarà nella notte che l’oceano, increspato dal soffio degli Alisei, ci regalerà la mistica emozione d’un orizzonte sconfinato dove le stelle sembreranno precipitare ammiccanti perchè sanno di dover riapparire, al di là del mare, in un altro cielo!

Gianni Galatone

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