La Orotava: la città acquista uno degli antichi mulini di gofio

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La Orotava: la città acquista uno degli antichi mulini di gofio Il Sindaco di La Orotava, Francisco Linares, ha confermato che l’Ayuntamiento della città acquisterà nei prossimi mesi l’antico mulino di gofio che si trova all’angolo tra la vía Doctor González García e la calle Nueva, conosciuto come “el de Josefina”, costruito nel 1514.

Linares dà molta importanza all’acquisizione di questo edificio per quello che è il patrimonio La Orotava adquiere uno de los antiguos molinos de gofiomunicipale, perché rappresenta un elemento etnografico di grande valore, che contribuisce a recuperare l’area relativa, di grande valenza storica. La Orotava sorse infatti proprio intorno a 13 mulini, tra cui quello in oggetto.

Ma è anche significativo che diventi un centro dedicato esclusivamente a questa tematica, che, riproposta in chiave didattica e pratica, servirà per avvicinare studenti, turisti e abitanti alla realtà storica, sociale e culturale della cittadina. Quello che è comunemente chiamato “Molino de Josefina” forma parte del terzo degli isolotti che compongono la delimitazione del citato Bene di Interesse Culturale dell’Acquedotto de Los Molinos.

Circoscritto tra le calles Dr. Domingo González García e San Francisco, questo perimetro contempla altre strutture idrauliche di alto interesse, come il monumentale “Molino de Las Cuatro Esquinas”, con il suo singolare arco rampante, e con quello che fino all’inizio del XX secolo si sosteneva mediante canali di legno sostenuti da piedi dritti, e il Molino de Chano, tuttora in uso, o i Lavaderos de San Francisco, dove si può osservare la cascatella arginata nel XVI secolo.

Tutti questi elementi si integrano in modo straordinario in un contesto di indiscusso valore architettonico, dove sono presenti diversi esempi di architettura canaria tradizionale. Il Molino de Josefina, eretto nel 1514 su istanza di Juan Benítez, assieme a quelli de las Cuatro esquinas e a quello di Chano, ha rappresentato un cambiamento significativo nei sistemi costruttivi del XVIII secolo, passando dal legno alla calce, dato che il primo scarseggiava. Inoltre, lo stato di deterioro di quegli edifici causava lamentele da parte degli abitanti delle case più vicine.

Per tanto, e come conseguenza del contenzioso iniziato nel 1787 e conclusosi nel 1793, questo mulino acquisì una significativa trascendenza di fronte all’evoluzione storica di questo tipo di strutture ingegneristiche, che a partire da quel momento vennero costruite in calce, con la fisionomia che si è mantenuta fino all’attualità.

 © vivilecanariemagazine.com

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