La prima FOTO di un buco nero: massa 6,5 ​​miliardi di volte quella del Sole

0
378
The Event Horizon Telescope (EHT) — a planet-scale array of eight ground-based radio telescopes forged through international collaboration — was designed to capture images of a black hole. In coordinated press conferences across the globe, EHT researchers revealed that they succeeded, unveiling the first direct visual evidence of the supermassive black hole in the centre of Messier 87 and its shadow. The shadow of a black hole seen here is the closest we can come to an image of the black hole itself, a completely dark object from which light cannot escape. The black hole’s boundary — the event horizon from which the EHT takes its name — is around 2.5 times smaller than the shadow it casts and measures just under 40 billion km across. While this may sound large, this ring is only about 40 microarcseconds across — equivalent to measuring the length of a credit card on the surface of the Moon. Although the telescopes making up the EHT are not physically connected, they are able to synchronize their recorded data with atomic clocks — hydrogen masers — which precisely time their observations. These observations were collected at a wavelength of 1.3 mm during a 2017 global campaign. Each telescope of the EHT produced enormous amounts of data – roughly 350 terabytes per day – which was stored on high-performance helium-filled hard drives. These data were flown to highly specialised supercomputers — known as correlators — at the Max Planck Institute for Radio Astronomy and MIT Haystack Observatory to be combined. They were then painstakingly converted into an image using novel computational tools developed by the collaboration.

Svelata la prima FOTO di un buco nero: massa 6,5 ​​miliardi di volte quella del Sole, Einstein aveva ragione

I ricercatori dell’EHT rivelano il loro primo successo, svelando la prima prova visiva diretta di un buco nero supermassiccio e della sua ombra

L’EHT (Event Horizon Telescope) – una schiera di otto radiotelescopi dislocati su tutta la Terra, costruiti attraverso una collaborazione internazionale – è stato progettato per catturare l’immagine dei buchi neri. Oggi, in varie conferenze stampa coordinate in tutto il mondo, i ricercatori dell’EHT rivelano il loro primo successo, svelando la prima prova visiva diretta di un buco nero supermassiccio e della sua ombra.

La scoperta rivoluzionaria è stata annunciata oggi con una serie di sei articoli, pubblicati in un numero speciale di The Astrophysical Journal Letters. L’immagine rivela il buco nero al centro di Messier 87 [1], una massiccia galassia nel vicino ammasso di galassie della Vergine. Il buco nero si trova a 55 milioni di anni luce dalla Terra e ha una massa pari a 6,5 ​​miliardi di volte quella del Sole [2].

Per approfondire http://www.meteoweb.eu/2019/04/foto-buco-nero-supermassiccio-ombra-einstein-massa-soli/1248401/#GCLzcCq6fsdrUr5B.99

foto di copertina : In previsione della prima immagine di un buco nero, Jordy Davelaar e colleghi hanno costruito una simulazione di realtà virtuale di uno di questi affascinanti oggetti astrofisici. La loro simulazione mostra un buco nero circondato da materia luminosa. Questa materia scompare nel buco nero in modo vorticoso e le condizioni estreme lo fanno diventare un plasma luminoso. La luce emessa viene quindi deflessa e deformata dalla potente gravità del buco nero. Crediti: Jordy Davelaar et al./Radboud University/BlackHoleCam

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

79 − 78 =