L’ABC di un blackout: pochi gesti per ridurne al minimo i disagi

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L’ABC di un blackout: pochi gesti per ridurne al minimo i disagi.

Siamo tutti in grado di reggere un blackout di 12 ore almeno, e anche molto oltre. E se manca qualcosa in casa, abbiamo automobili per spostarci, negozi che cercheranno di tenere aperto a costo di fare i salti mortali, amici e vicini di casa. Quindi quando manca la corrente per prima cosa ricordiamoci di:
controllare immediatamente gli ascensori. Meglio che controlli una persona in più che una in meno.
-suonare alla porta di coloro che hanno meno autonomia di noi. Se abbiamo un vicino portatore di handicap o con mobilità limitata o anziano e solo, accertiamoci regolarmente che vada tutto bene e chiediamo agli altri vicini di collaborare.

Facciamo sì che le persone con maggiori difficoltà abbiano, in un modo o nell’altro, esattamente ciò che necessita a noi.

Espletati questi due doveri civili elementari, pensiamo a noi, e anche se abbiamo una torcia di quelle che si caricano inserendo una spina nella presa di corrente (le batterie hanno una certa autonomia, ma si scaricano anche quelle) non dimentichiamo di tenere in casa delle umili e oneste candele, che tra l’altro illuminano in modo più riposante e piacevole di qualsiasi torcia. Fa ridere, perché sembrano proprio la base, no?

Ebbene non avete idea di quanta gente sia andata a comprarle – senza trovarle, se non profumate a “losadiocosa” – nei rari supermercati aperti la domenica.
Anche i turisti le hanno cercate, perché l’idea di una notte al buio in albergo o al residence valeva bene la spesa di un paio di candele. Naturalmente ci vorrà un accendino e a quel punto l’unico problema sarò l’assoluta precauzione nel maneggiare le candele, perché un principio di incendio in pieno blackout è veramente una questione seria. I tempi di intervento, a telefoni fuori uso, si allungano in modo molto pericoloso.

Quindi poniamo le candele in barattoli di vetro vuoti o in portacandele stabili e sicuri ben distanti dalle tende di casa! Niente moccoli appiccicati alla buona su un piattino, mezzi storti e gocciolanti!
Se il blackout dura a lungo, possedere un fornelletto da campeggio con qualche ricarica di bombolette di gas è un lusso che garantisce almeno un pasto decente. È il caso di pensare se valga la pena acquistarne uno nell’eventualità remota che… ma come vi ho spiegato l’eventualità di un blackout si farà sempre meno remota a livello mondiale, non solo tinerfegno. Il fornelletto ha anche la lampada in dotazione, quindi doppio vantaggio. Sempre molta cautela nel maneggiarlo, beninteso.

Ricordiamoci di tenere sempre in casa una scorta d’acqua, latte e scatolame vario, e beati coloro che in freezer hanno anche una piccola scorta di cibo precotto (se da loro stessi, meglio!) che dovrà solo essere scongelato.
A proposito del “coche”, evitiamo di parcheggiarlo in riserva di benzina in garage, come spesso faccio io! Non tutti i distributori hanno il generatore e potersi muovere con un blackout in corso è veramente fondamentale soprattutto per le emergenze, che senza telefoni sono un vero problema.
Niente di più, alla fine: poche semplici cose che sembrano scontate e che i più previdenti, ad istinto, non si fanno mai mancare.

Le persone previdenti e organizzate per affrontare tutto sono le prime a rendersi utili agli altri quando si presentano i problemi collettivi. Sono indispensabili!

Cinzia Panzettini

© Riproduzione riservata

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