Leggere – La resistenza della carta contro l’aggressione del web

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Leggere – La resistenza della carta contro l’aggressione del web

Oggi nei bar, sulle panchine dei parchi o sul mare, in attesa dal dentista o sugli autobus, sono rimasti in pochi a leggere il giornale o un libro. Chini sui loro smartphone, uomini, donne e ragazzi non si sa cosa leggano e nemmeno se leggano o siano invece persi – come purtroppo sta accadendo – tra le pagine virtuali dei social che si stanno rivelando ben poco “social” e sempre più complici di un inconsapevole isolamento.
Lo smartphone e internet hanno quasi azzerato un tipo di identità un tempo immediatamente riconoscibile: c’era chi leggeva e chi no. Si vedeva. Dal giornale, dalla rivista, dal libro. Punto.

Oggi sappiamo di leggere meno di un tempo e di preferire un telegiornale o un giornale on line a un quotidiano tradizionale. Sono più economici e più veloci… a meno che non si appartenga al gruppo, pare sempre più ristretto, di chi legge per approfondire, confrontare, concedersi il tempo di capire. E di pensare. Quel gruppo di persone ancora preferisce la carta, il suo profumo, il rito di voltare pagina, di sentirla sotto le dita e a volte di conservarla…

L’informazione on line che oggi imperversa, rivela da anni, oltre al vantaggio innegabile della rapidità di diffusione, un serio rovescio della medaglia rappresentato dalla mancata verifica delle notizie e delle fonti sino alle vere e proprie “fake news”: le notizie false che ormai imperversano e sono una autentica piaga, dal momento che sempre più spesso si rivelano strumentalizzate ad arte per portare più lettori a certe pagine virtuali o per distogliere l’attenzione da notizie verificate e veritiere.

L’informazione on line è già da anni una giungla, a questo proposito, contro la quale cercano di barcamenarsi non solo le grandi testate che pubblicano la versione cartacea del loro giornale – e che quindi dispongono di un regolare editore, di un regolare direttore di testata e di una regolare redazione di professionisti autorizzati a divulgare notizie – ma anche i lettori, ormai in balia del vero come del falso. Sonno ormai troppe le informazioni on line sotto le quali non si trova nemmeno il nome dell’articolista o la fonte presso la quale una notizia è stata magari “copincollata” senza autorizzazione.

Se è vero che “Verba volant, scripta manent” ecco che questo è vero oggi solo nella versione cartacea di un giornale che, in caso di errata informazione, è tenuto alla smentita, sempre su supporto cartaceo. Non è così che accade on line, dove una notizia letta ora può essere cancellata tra un secondo senza lasciare traccia, arrecando un danno non sempre facilmente dimostrabile da chi lo subisce.
Che dire poi della difficoltà di orientarsi nel web quando non viene aggiornato? Quanti di noi hanno cercato un’informazione trovata su internet e non l’hanno più trovata? Quanti locali presenti su internet sono stati chiusi e risultano aperti? Quanti servizi reclamizzati non sono più disponibili, ma nessuno si è dato la pena di aggiornare la pagina? Se si cercano informazioni sul web è necessario sempre verificare prima di tutto la data di pubblicazione.

Se è vero poi che “la pubblicità è l’anima del commercio” è vero anche che se con essa non si ottiene la giusta visibilità, ne è la tomba.
Oggi più che mai affidarsi all’improvvisazione può costare così poco… da non produrre nulla.

La velocità e la comodità del web non sono tuttavia solo innegabili, ma sarebbe da folli non riconoscerle e non trarne vantaggio!

Tuttavia scegliere un giornale cartaceo significa scegliere una forma di informazione che si assume la responsabilità di ciò che stampa, contrariamente a molto “web” nel quale un contenuto, continuamente aggiornato, può smentire ciò che si è dato come certo pochi minuti prima. E può questa ritenersi una corretta informazione? O deve invece ritenersi, ormai sempre più spesso, un’informazione da prendere con le molle sino a prova contraria?

Vi proponiamo una semplice riflessione sulla velocità che oggi viene avvertita sempre come valore, ponendo in secondo piano il valore dell’affidabilità, e talvolta persino della verità.

La direzione

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