L’innato dovere sociale. Il nostro individualismo ci ha viziato, ci ha fatto ciechi.

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L’innato dovere sociale. Il nostro individualismo ci ha viziato, ci ha fatto ciechi. Ho passato gran parte della mia vita in laboratori chimici, investigando la natura delle proteine. A causa della mia età,me ne andai in pensione, ma la curiosità mi è rimasta. La natura è un pozzo di verità, che ha continuato a interessami. Finalmente libero di investigare qualsiasi cosa, mi sono dedicato ad investigare altre discipline scientifiche: astrofisica, paleontologia, matematica, evoluzione….

E lì ho trovato un cugino estinto: L’homo di Neanderthal. Un essere fenomenale, intelligente e versatile. Ha sopravvissuto decine di periodi glaciali, durante più di 200.000 anni. Perfettamente adattato al suo ambiente senza deteriorarlo. Era venuto al nord seguendo le tracce della sua nutrizione: La selvaggina. Finché siamo arrivati anche noi: Homo sapiens sapiens. Avevamo tardato ad apparire e, nel frattempo, avevamo imparato qualcosa che ci sarebbe servito per sopravvivere: La società. Nostro cugino no, lui era forte, robusto, resistente anche al freddo delle regioni nordiche, con le sue doti non aveva bisogno di nessuno e rimase solitario, o ce la faceva lui da solo o ci rinunciava.

E a forza di rinunciare si è estinto, non c’è più. Noi eravamo differenti, se da soli non ce la facevamo, tutta la società ci dava una mano. Naturalmente noi eravamo disposti a curare questa società.

Era il nostro innato dovere sociale. Lo è ancora? Non lo so, vedo le nostre invenzioni e che cosa hanno prodotto: Il capitalismo ha aggravato la fossa che divide i ricchi dai poveri. La fisica ci ha messo in mano dei mezzi che potrebbero estinguerci in un batter d’occhio. Anche nelle relazioni più individuali sbriciola la società. Come è difficile il vicinato!

Il nostro individualismo ci ha viziato, ci ha fatto ciechi. Prima di tutto noi, gli altri che si arrangino! Lungo la strada ci sono dei parcheggi di giusta misura per parcheggiare due macchine: Una davanti e l’altra dietro. Sennonché c’è sempre qualcuno che parcheggia nel mezzo, impedendo il parcheggiare davanti o dietro.

Ed è lì dove comincio a preoccuparmi per la nostra sopravvivenza. L’estinzione è per noi più facile, non abbiamo bisogno di una glaciazione, ce la facciamo da soli. Abbiamo a disposizione i mezzi che abbiamo inventato noi: le droghe, il tabacco, l’alcool, la politica, il capitale, il commercio, il non-rispetto sociale.

A proposito dove è andato a finire il nostro innato dovere sociale?

Antonio Larch

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