L’italiano ha un peso importante, è la quarta lingua più studiata

0
462

L’italiano una lingua importante. Viene prima del francese, sottolinea il ministro degli Esteri L’italiano ha ottenuto “riconoscimenti importanti” e ha un “peso” specifico importante e come lingua è la quarta più studiata dopo l’inglese, lo spagnolo e il cinese.

Lo ha ricordato il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, nel suo intervento introduttivo alla III Edizione degli Stati Generali della lingua italiana nel mondo. E’ una giornata “dedicata alla nostra lingua, nasce in un certo tipo di quadro ambientale”, ha detto a Villa Madama il capo della diplomazia italiana, “Il parlare della lingua significa parlare di qualcosa che è dentro ciascuno di noi. Quando parliamo con chi si trova in situazioni di minoranza linguistica spesso ci troviamo di fronte a espressioni come ‘la lingua è la mia patria’…

Non a caso si parla di lingua materna, intendendo con questo l’apprendimento base della lingua, idealmente dalla figura materna. Cosa che peraltro io sono convinto che sia”. Secondo Moavero, “si può elogiare la lingua italiana”, anche se “è facile indulgere in elogi a volte anche un po’ autocompiacimenti”. Giorni fa, ha ricordato, “confrontandomi con una persona, veniva fuori l’espressione ‘la lingua italiana è la più bella del mondo’: oggettivamente ha avuto riconoscimenti importanti e ha un peso specifico importante.

Se guardiamo a quelle parlate siamo, come lingua, al 21esimo posto, dunque ce ne sono molte che ci sopravanzano. Ma se andiamo a vedere le persone che studiano le lingue, l’italiano è la quarta lingua più studiata dopo l’inglese, lo spagnolo e il cinese. Significa venire prima del francese, anche se non voglio mettere ulteriori elementi a questa già frequente rivalità transalpina. Dobbiamo chiederci perché, perché quando uno studia una lingua, pensa a quelle più parlate”. Passando ad alcune “velocissime considerazioni”, il ministro degli Esteri ne ha ripresa una “da un non italiano, da un poeta romantico inglese: John Keats, che scrivendo alla sorella Fanny diceva che nelle scuole britanniche bisognerebbe sostituire il francese con l’italiano, lingua della grande poesia che suonerebbe dolcissima sulle labbra di chi la parla”.

E’, ha proseguito, “la storia della nostra emigrazione, che ha portato i dialetti italiani e l’italiano nel mondo. L’italiano è sovente associato al bello, al bel vivere, all’idea di dolce vita…Questo fa sorgere una seconda domanda: che cosa dobbiamo fare noi, visto che l’italiano piace? Cosa possiamo fare per preservarne storia, ricchezza e varietà semantica? Che cosa dobbiamo fare per attualizzare la nostra lingua? La responsabilità linguistica è un punto fondamentale: sapete che quando muore una lingua, scompaiono un mondo e una cultura.

C’è una responsabilità fondamentale”. In questo senso, ha aggiunto, va fatto “un appello anche alla Rai – che andrebbe esteso a tutte le reti televisive – (…) ma anche a chi fa politica”. Pensiamo, ha insistito Moavero, “anche all’italiano in uso negli sport professionistici, come la Formula Uno, o a quanti desiderano venire a praticare sport in Italia nei nostri campionati”. Inoltre, ha messo in risalto, “viviamo una rivoluzione tecnologica continua, ci rendiamo conto di quanto tutto stia cambiando e vada verso orizzonti sempre diversi, in continua mutazione.

Dobbiamo collegare questi elementi per fare in modo che la nostra lingua sia presente in modo strutturato e sistemico”. Anche per questo, ha sottolineato il ministro degli Esteri, “dobbiamo rilanciare la rete delle scuole italiane, nei Paesi dove viene richiesto dobbiamo dare l’opportunità di studiare l’italiano nelle scuole che seguono i programmi di studio italiani”.

Fonte askanews

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

− 3 = 3