L’Unione europea ha disposto il ritiro dal mercato di una vitamina B per mangimi animali,

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L’Unione europea ha disposto il ritiro dal mercato di una vitamina B per mangimi animali. L’Unione europea ha disposto il ritiro dal mercato di una vitamina B (riboflavina) per mangimi animali, perché prodotta da batteri geneticamente modificati resistenti agli antibiotici usati nella pratica clinica e veterinaria, la cui nocività per animali, esseri umani e ambiente non può essere esclusa. Tuttavia, tonnellate di questo additivo sono ancora in circolazione. Infatti, il quotidiano francese Le Monde ha potuto visionare un documento di sintesi dell’autorità di controllo olandese, datato 14 novembre, da cui risulta che otto tonnellate di questo additivo sono state distribuite in tre Paesi – Italia, Paesi Bassi e Polonia – e sono ancora in circolazione anche in Germania, Norvegia, Russia, Finlandia, Islanda e Francia. L’additivo sotto accusa proviene dalla società cinese Shandong ed è stato venduto in Europa tramite la società olandese Trouw Nutrition, di proprietà del gruppo Nutreco, leader mondiale nei mangimi per animali, e dalle sue filiali.

“Con otto tonnellate di vitamine, si possono fare alcune centinaia di tonnellate di premiscele che verranno incorporate in centinaia di migliaia di tonnellate di cibo che saranno consumate da centinaia di migliaia, se non milioni di animali”, ha detto a Le Monde uno specialista in sicurezza alimentare a condizione dell’anonimato. Un portavoce della Commissione europea ha detto all’agenzia AFP che è stato attivato il Sistema rapido di allerta europeo per alimenti e mangimi (Rasff).

La richiesta di autorizzazione della riboflavina con un grado di purezza minimo dell’80%, prodotta dal ceppo geneticamente modificato Bacillus subtilis KCCM-10445, come additivo nutrizionale per mangimi destinato a tutte le specie animali, era stata avanzata alla Commissione Ue nel 2010 da un produttore cinese. Nel dicembre 2013, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) aveva concluso che né il ceppo produttore né il suo DNA ricombinante (rDNA) erano stati rilevati nel prodotto finale, tenendo conto delle informazioni fornite dal richiedente, e che di conseguenza il prodotto finale non destava alcuna preoccupazione per la sicurezza in relazione alla modificazione genetica del ceppo produttore. Secondo l’Efsa, l’additivo non aveva un’incidenza negativa sulla salute degli animali, sulla salute umana o sull’ambiente.

Tuttavia, nell’ambito di un controllo ufficiale effettuato con un differente metodo di analisi da un laboratorio ufficiale tedesco, era stata invece rilevata la presenza, in alcuni campioni di riferimento dell’additivo, la presenza di cellule vitali e di rDNA del ceppo produttore. A quel punto è nata…

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