Ma “banana” in spagnolo si dice “plátano”? Si, anche, dipende. Divagazioni semiserie su definizioni e traduzioni.

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Ma “banana” in spagnolo si dice “plátano”? Si, anche, dipende. Divagazioni semiserie su definizioni e traduzioni. Vi ricordate i bei tempi in cui vi dicevano che “banana” in spagnolo, si dice “plátano”?

Quei tempi son passati, perché nell’immenso universo linguistico frequentato dagli ispanofoni, ognuno fa un po’ come crede.

Ma non finisce mica lì, perché poi, a voler essere precisi, c’è banana e banana. In Italia, si mangian le banane. In Spagna si mangia il “plátano”.

E alle Canarie? Alle Canarie si mangia ciò che loro chiamano “plátano canario”, che distinguono però da quella che loro, i canari stessi, chiamano “banana“.

E nei paesi latinoamericani? Bé, in Messico, per esempio, si mangia la  “banana“, e poi si mangia anche il “plátano“, che non sono la stessa cosa. In Cile, succede esattamente il contrario: quello che gli altri chiamano “platano“, per loro è “banana“, e viceversa.

Cose che succedono, quando si cambia di emisfero? Non necessariamente: nel Regno Unito, infatti, esiste la stessa differenza tra “banana“, e “plantain” che in Cile.

A questo punto,  mi è venuta una gran voglia di mele.

E se volessimo chiarirci le idee con Google? Sorvolando sui blog delle casalinghe, con i loro petali di rosa sparsi tra le pentole e il grembiulino impeccabilmente bianco, per arrivare ai siti con le definizioni tra il botanico e il cromosomico, dove per capire come si chiama quello che stai mangiando, devi prima risolvere un’equazione algebrica, si può pensare di riassumere come segue: c’è la banana dolce, di buccia gialla (nelle sue infinite varietà), che si può consumare cruda, e c’è poi la banana aspra e secca, che si deve necessariamente cucinare (fritta, al forno, lessa, come vi pare), più grande e con la buccia tendente al verde.

A seconda del paese, e a seconda del frutto, si dice  “plátano” o “banana“.

Ma tornando alle Canarie: il frutto che si coltiva nell’arcipelago, e che ha ottenuto nel 2013 il marchio IGP, è definito “Plátano de Canarias”, e, secondo il sito www.platanodecanarias.net, sembrerebbe essere l’unica banana al mondo ad aver ottenuto il marchio IGP.

Alle Canarie si producono solo le banane dolci, che si consumano crude. Gli stessi produttori del “Plátano de Canarias”, differenziano il loro prodotto dalle banane provenienti da altri paesi (sempre parlando di quelle dolci e che si consumano crude), e che i canari stessi definiscono “banana”. Coesistono alle Canarie, di fatto, entrambi i termini “plátano” e “banana“, ed entrambi identificano il frutto dolce, che viene consumato crudo. Naturalmente, il frutto coltivato alle Canarie presenta precise e marcate differenze rispetto a quello proveniente da altri paesi e queste differenze sono dettagliatamente illustrate nel documento “DIFERENCIAS DE COMPOSICIÓN NUTRICIONAL ENTRE EL PLÁTANO DE CANARIAS Y LA BANANA“, scaricabile dal suddetto sito. Naturalmente, avrete già notato voi stessi la differenza, quando mangiate le banane canarie: sono più piccole, e più dolci, rispetto a quelle che s’importano in Italia, che sono di consistenza più dura e più secca.

Francesca Passini

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