23 Marzo Italia. Elaborazione dati fonte Protezione Civile

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23 Marzo Italia. Elaborazione dati fonte Protezione Civile

I dati rilasciati ieri dalla Protezione Civile continuano a mostrare  la forza del trend in atto per tutte le variabili monitorate, pur evidenziando valori inferiori a quelli del giorno precedente.

Continua a crescere il «tasso di mortalità» di coloro che vengono contagiati, pari ormai al 9,3%.

Segnaliamo in questo report che anche in altri Paesi tale indicatore comincia a distanziarsi da quello del caso cinese, che sembrava poter essere un benchmark valido universalmente.

L’IRAN, ad esempio, presenta un valore pari a 7,8%, sostanzialmente doppio rispetto a quello della Cina ed anche in Europa sembra cambiare qualcosa: la Spagna, secondo Paese del continente per diffusione del virus, presenta un valore pari a 6,1%.

A questo punto, sono forse più anomali, benché in senso virtuoso, i livelli di mortalità di Paesi come la Germania (0,4%) o degli stessi USA (1,3%), dove però siamo propensi a credere che cresceranno rapidamente.

La diffusione del contagio su scala mondiale esprime un tasso di crescita giornaliero pari al 12%, il che comporta il raddoppio dei contagiati ogni 7 giorni ed una proiezione di 1 miliardo di persone contagiate al 31 maggio. Uno scenario da scongiurare attraverso severi ed immediati interventi, possibilmente concertati a livello mondiale (esiste ancora l’ONU?).

Il numero di nuovi positivi comunicato ieri fa rientrare la serie storica dei dati reali all’interno del profilo della curva teorica, costruita sull’ipotesi di una data di picco al 1° aprile.

Eventuali scostamenti di almeno 3 giorni potranno fornire elementi che suggeriscano l’opportunità di revisioni, in un senso o nell’altro.

Ciò in quanto il singolo dato può essere influenzato da innumerevoli fattori, anche di rilevazione, soprattutto in considerazione della eterogeneità dello scenario, che è territorialmente un «vestito di Arlecchino», dove il contagio ha attecchito in tempi diversi e soprattutto è stato lasciato correre con modalità diverse, senza un’unica e tempestiva linea d’azione.

E’ verosimile che l’area lombarda stia entrando in una fase «matura» del trend, e pertanto vada incontro ad un rallentamento delle diverse variabili.

Lo stesso difficilmente si può ipotizzare per altri contesti geografici, soprattutto del Centro-Sud, dove il ritardo temporale ancora non consente alla virulenza di esprimersi al massimo del suo potenziale di diffusione.

Abbiamo aggiunto due grafici che, sulla base dell’ipotesi di studio elaborata, proiettano il totale dei contagiati e dei decessi, su un orizzonte temporale che potrebbe vedere una sostanziale remissione del fenomeno (metà maggio).

E’ ipotizzabile, relativamente ai tempi, che si possa però configurare una distribuzione asimmetrica, con la coda destra della normale significativamente più lunga della sinistra.

Ma è presto per valutazioni più precise in tal senso.

Elaborazione Dr. Fernando Paganelli

ITCanarias2030  fernando@itcanarias2030.com

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