Canarie. Il progetto AquaVitae nel suo primo anno di vita 100 progressi per l’acquacoltura dell’Atlantico

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Il progetto AquaVitae nel suo primo anno di vita equivale a 100 progressi per l’acquacoltura dell’Atlantico

EI IU-ECOAQUA, della ULPGC, partecipa all’ambizioso progetto in cui società e ricercatori di 15 paesi collaborano allo sviluppo di prototipi per migliorare il settore dell’acquacoltura. AquaVitae, un progetto di collaborazione internazionale in cui società e ricercatori di una quindicina di paesi collaborano per sviluppare prodotti che migliorino tutti i passaggi del processo di acquacoltura nell’Oceano Atlantico, ha tenuto un incontro in remoto per festeggiare il suo primo anno di vita.

L’incontro ha consentito di mettere in condivisione 100 prototipi che dimostrano progressi importanti per l’acquacoltura a basso livello trofico, ovvero, relativo alle specie che meno risorse consumano nei nostri oceano, come per esempio micro-alghe, molluschi, echinodermi, crostacei e pesci.

I prototipi vanno da nuovi metodi di produzione delle alghe fino a nuove combinazioni di acquacoltura multitrofica integrata (IMTA).

Al progetto, finanziato dall’Unione Europea con 8 Milioni di Euro, partecipa, per conto delle Canarie, l’Instituto Universitario de Acuicultura y Ecosistemas Marinos Sostenibles (IU-ECOAQUA) dell’Università di Las Palmas de Gran Canaria (ULPGC), che coordina interventi realizzati in sistemi a terra di “acquacoltura multitrofica integrati” (AMTI) e partecipa anche ad attività come l’introduzione della produzione condivisa dell’abalone, dei cetrioli marini e di alghe in sistemi di riproduzione aperti e ricircolati al fine di migliorare i protocolli di produzione.

Gercende Courtois de Viçose, ricercatrice del Grupo de Investigación en 

Acuicultura del IU-ECOAQUA della ULPGC, ha spiegato che le attività sviluppate in questo progetto del Grupo de Investigación y Acuicultura (GIA) di questo istituto di ricerca di prestigio internazionale offrono l’opportunità di diversificare le specie prodotte in cattività attraverso sistemi di produzione integrati nell’ambiente. Oltre alla stessa Gercende, al progetto hanno partecipato i ricercatori canari Juan Manuel Afonso, responsabile dei GIA e Rafael Ginés, anche lui della IU-ECOAQUA.

“Nei prossimi 24 mesi, i prototipi verranno controllati in merito all’idoneità per soddisfare il fabbisogno, alle richieste e alla sicurezza dei consumatori, alla sostenibilità ambientale e alla redditività economica”, aggiunge Philip James, che sostiene che questo processo aiuterà a garantire viabilità e il successo di nuove specie, processi e prodotto, che formeranno il risultato del progetto”.

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