Canarie. Il settore immobiliare cerca una nuova normalità

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Canarie. Il settore immobiliare cerca una nuova normalità, partendo da numeri drammatici. La compravendita durante lo Stato di emergenza è crollata del 40% a livello nazionale e del 7% alle Canarie.

Con l’allentamento del lockdown, l’attività economica torna ad attivarsi, anche se a differenti velocità e con alcuni settori in maggiore difficoltà rispetto ad altri. Uno di questi è quello immobiliare, che si presenta con numeri in caduta libera. Solo all’inizio dello Stato di emergenza, la caduta delle compravendite è stata del 40% a livello nazionale, e del 7% alle Canarie.

Adesso bisogna recuperare i guadagni perduti in un periodo in cui cambia radicalmente l’esperienza che precede l’acquisto di una casa.

Secondo il Collegio dei Notai, in Spagna lo scorso mese di marzo – ultimi dati disponibili – sono state effettuate 32.332 operazioni di compravendita a livello nazionale, con un prezzo medio di 1.396 Euro per metro quadrato, che suppone una caduta del 2,2% rispetto allo stesso mese del 2019.

Alle Canarie, il settore non è ancora uscito dalla crisi. Il numero di compravendite realizzato, secondo l’Instituto Nacional de Estadísticas, è caduto del 6,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, ma è molto più drammatica se paragonato al primo mese del 2020 (44,7%). Per provincia, Santa Cruz è quella che ha registrato il dato peggiore per l’acquisto di nuove abitazioni.

Analizzando la situazione nella fase intermedia dell’anno, la diminuzione è stata del 10% e del 48,4% tra gennaio e marzo dell’anno in corso. 

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