Fuerteventura e la capacità di accoglienza dell’islote de Lobos

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Fuerteventura e la capacità di accoglienza dell’islote de Lobos Il Cabildo di Fuerteventura sta avviando in questi giorni i controlli relativi alla capacità di accoglienza dell’isolotto de Lobos, che attualmente si stima sui 200 visitanti, come stabilito dal Plan Rector de Uso y Gestión dell’isolotto de Lobos.

Il Cabildo di Fuerteventura, in collaborazione con il Comune di La Oliva, la Demarcación de Costas en Canarias e l’Autoridad Portuaria de Las Palmas, hanno realizzato negli ultimi mesi un intenso lavoro, rimanendo sempre in contatto con i proprietari delle imbarcazioni e persone vincolate storicamente all’isolotto, con l’obiettivo di adottare un insieme di interventi per garantire la preservazione di questo spazio unico, nella categoria dei parchi naturali.

Il Cabildo di Fuerteventura sta lavorando ad un’ordinanza che consentirà di riscuotere una cifra modica per l’accesso all’isolotto. Questo contributo sarà utilizzato per interventi di conservazione, pulizia e vigilanza di questo spazio naturale. Il Plan Rector de Uso y Gestión dell’isolotto ha stimato la capacità di accoglienza in base alle caratteristiche di questo spazio naturale, alla fragilità delle risorse e alla frequenza delle visite, considerando accettabile un numero di 200 visitatori contemporaneamente.

Queste misure consentiranno di poter usufruire del patrimonio naturale rispettando e preservando il parco naturale. Nell’anno in corso verranno realizzate due campagne di scavi archeologici nei giacimenti dell’isola, per trasformarli in un museo a cielo aperto, contribuendo così a fare dell’isola una realtà ricca di diverse caratteristiche.

Il giacimento situato nella playa de la Concha è stato scoperto all’inizio del 2012 e ha consentito di formulare le prime ipotesi che indicherebbero l’esistenza di un insediamento di origine romana, di una certa importanza, che si dedicava all’estrazione della porpora a partire dal trattamento dei molluschi marini, i cui resti sono stati catalogati e raggiungono la cifra attuale di 70.000 esemplari. La scoperta del secondo giacimento viene anch’essa associata all’industria della porpora e conferma la presenza dell’Impero Romano alle Canarie.

 

Foto: tonifuerteventura.com –  vayaplaya.com

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