Lo Stato di Emergenza porta alla chiusura di 11.000 aziende alle Canarie

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Lo Stato di Emergenza porta alla chiusura di 11.000 aziende alle Canarie

Negli ultimi due mesi, la provincia occidentale risulta la più danneggiata dell’Arcipelago delle Canarie

La pandemia del Coronavirus ha lasciato alle Canarie 200.000 lavoratori  in ERTE (cassa integrazione), principalmente nel turismo, a causa della forte dipendenza dell’Arcipelago da questo settore, che equivale al 35% del PIL e al 40% dell’impiego, sia diretto che indiretto. Ma, oltre al lavoro, se c’è qualcosa che il Covid-19 ha lasciato in ambito economico, è la perdita di numerose imprese. Nei primi mesi in cui la Spagna si trovava in Stato di Emergenza, l’Arcipelago ha perso 11.140 imprese, e la provincia più danneggiata è stata quella di Santa Cruz de Tenerife.

Per provincia, quella di Santa Cruz de Tenerife è sta quella più danneggiata durante lo Stato di Emergenza. Negli ultimi due mesi le società perse sono pari a 6.169, pari ad una caduta del 17%. Ciò nonostante, la caduta più grave, in termini generici, è stata nel primo mese, quando si è verificato il 91% delle perdite, con la chiusura di 5.661 imprese.

Tra marzo e aprile la perdita è stata meno dolorosa e il numero delle imprese chiuse è stato poco più di 500, pari ad una diminuzione del 2%. Per quanto riguarda la provincia di Las Palmas de Gran Canaria, anche se il numero di imprese è stato minore, il colpo è stato significativo. Le isole orientali registravano all’inizio dello Stato di Emergenza 36.628 società.

Lo zero economico provocato a partire dal 14 marzo, ha comportato la perdita di 4.300 imprese in solo due settimane, pari ad una caduta del 12%. Inoltre, questo è il periodo in cui si è verificata una perdita dell’86% delle imprese chiuse negli ultimi due mesi. Tra marzo e aprile, la perdita di attività è stata di 670. 

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