Non perdo l’accento. Non quello italiano parlando spagnolo, ma quello su “sé” quando non è “se”.

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Non perdo l’accento. Non quello italiano parlando spagnolo, ma quello su “sé” quando non è “se”.

Non mi abituo, benchè (con l’accento, vero?) su molti testi editati da fior di case editrici, il “sé” sia sparito. E trovo sia una ben triste scomparsa, come ironicamente fa capire una frase che gira su internet e che recita: “La differenza tra l’essere se stessi e l’essere se andassi”.

Frustrata dalla continua tentazione di accentare la “e” – come abbiamo imparato sin dalle elementari se (…) serviva – sono andata dritta a Treccani, che sta dalla mia parte. Poi però l’Accademia della Crusca riporta tutta una manfrina che mi fa pensare che dopo “petaloso” qualcosa gli sia andato in corto.

Fossi in loro dividerei le info in due settori: quello per linguisti e laureati in eccetera eccetera, e quello per noi comuni mortali che vogliamo sapere come si scrive qualcosa, senza SE e senza ma.

L’Italiano sta diventando una lingua sciatta, almeno noi che vorremmo lo fosse meno possiamo avere regole semplici?

Si mettessero d’accordo SE non vogliono che l’editoria risparmi sugli accenti, perchè leggere “avere coscienza di se”… fa SEnso.

Cinzia Panzettini

cinziatenerife@hotmail.com

foto: youmath.it

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