Per dire GRAZIE! Sono davvero belle le persone che sanno mettersi nei panni altrui.

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Per dire grazie! Sono davvero belle le persone che sanno mettersi nei panni altrui.

Mentre la grande distribuzione sospendeva le consegne a domicilio solo due o tre giorni dopo l’inizio dell’emergenza covid19, nasceva – e cresceva giorno dopo giorno – un piccolo esercito di minimarket e di negozi rionali che si facevano in quattro per venire incontro alle difficoltà di tutti.

Tra amici e conoscenti, all’isola è partita ad un certo punto una fitta rete di messaggi via cellulare: un negozio faceva consegne a domicilio, una finca portava a casa le verdure fresche, un altro negoziante, anche se non aveva il pane o la carne, se li faceva dare dal panettiere vicino e da un macellaio che conosceva, perché collaboravano, e i suoi figli si occupavano delle consegne.

Sono davvero belle le persone che sanno mettersi nei panni altrui. E sono preziose.
Se pensiamo che i supermercati hanno incrementato le vendite a livelli mai visti – almeno nelle prime settimane di blocco totale – le parole di uno di questi gentili negozianti hanno un valore particolare:
«Avevo chiuso, l’idea del contagio mi dava ansia e mi preparavo ad una perdita forte… ma poi oltre all’esigenza di salvare almeno le spese, ho capito che eravamo necessari. Anzi: a volte fondamentali, perché in un momento così come si faceva a non pensare, a esempio, a chi non aveva l’auto? C’era gente che si muoveva solo coi mezzi ed è rimasta appiedata, senza scorte sufficienti. Poi ci sono molti anziani che vivono o svernano da soli all’isola e sono rimasti bloccati qui, senza poter tornare a casa dai figli.

Io ne ho tanti tra i miei clienti abituali; vengono a prendere il pane tutti i giorni, il latte, le uova, un po’ di affettato, i pomodori… Ho pensato: ma quei poveretti come faranno? Avranno qualcuno che si occupa di loro? Così dopo nemmeno una settimana mi sono detto che non avrei riaperto il negozio al pubblico, ma avrei lavorato all’interno. Se qualcuno bussava alla vetrina mi facevo dare l’elenco della spesa, anche a voce, davanti alla porta aperta, ma non facevo entrare nessuno per prudenza e per non contaminare le confezioni di alimenti esposte.

Appena si è sparsa la voce che mi ero organizzato per le consegne a domicilio, c’è stato un gran da fare. La gente è stata comunque solidale. Io ho ricevuto telefonate di persone che mi ordinavano la spesa anche per i vicini, anziani e sbarrati in casa, per la paura di ammalarsi lontani dalle loro famiglie. È pieno di brava gente, per fortuna.»

Già: è pieno di brava gente, solo che quella che brava non lo è fa più rumore.

E allora dire mentalmente grazie a queste persone attente, attive e di coscienza, non basta. Andiamo a dirglielo di persona, nelle loro botteghe ora aperte. Con un sorriso negli occhi, sopra le nostre brave mascherine, facciamo la spesa e al momento di pagare il conto diciamo loro grazie per esserci stati!

E a proposito: grazie a tutti gli addetti alle consegne. A quei ragazzi che si sono fatti trovare disponibili, pur di lavorare, forti della loro gioventù e della loro volontà!

Non smettiamo di pensare a chi ha pensato a noi.

La Redazione

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