Spagna: paralisi di tutte le attività non essenziali, a partire da lunedì 30 marzo e fino a giovedì 9 aprile

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Spagna: paralisi di tutte le attività non essenziali, a partire da lunedì 30 marzo e fino a giovedì 9 aprile

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Il Presidente del Governo, Pedro Sánchez, ha annunciato  la paralisi di tutte le attività non essenziali, a partire da lunedì 30 marzo e fino a giovedì 9 aprile. Nella giornata di oggi le misure verranno approvate durante una seduta straordinaria del Consiglio dei Ministri

Direttamente da La Moncloa (Palazzo del Governo) Sánchez ha detto che questa “misura eccezionale” prevede che tutti i lavoratori impiegati in attività non essenziali “dovranno rimanere a casa” a partire da lunedì, ma continueranno a percepire lo stipendio e avranno in cambio un permesso retribuito, recuperabile durante tutto il tempo del blocco lavorativo.

Sánchez ha spiegato che solo dopo, quando questo periodo si concluderà, le ore di lavoro verranno recuperate. Ha avvertito la popolazione che sono in arrivo “giorni molto duri”, a causa della pandemia del coronavirus ed è quindi necessario “intensificare la lotta”.

In questo senso, ha indicato che l’idea del Governo è quella di anticipare le giornate festive della Pasqua per chiudere le attività economiche dei servizi non essenziali, per ridurre in modo “significativo” la mobilità ed intervenire più fermamente contro il contagio e le infezioni, al fine di ridurre anche i ricoveri ospedalieri e “alleggerire” il sistema sanitario.

Inoltre, il Presidente del Governo ha sottolineato che le misure si adottano adesso, perché la “popolazione è pronta ad accettarle e ad esercitarle in prima persona”, anche se si tratta di misure “gravi e contundenti”.

Sánchez ha lasciato chiaro che le attività considerate essenziali, come la produzione agricola o la fornitura di prodotti alimentari o farmaceutici, come anche tutta la sanità, continueranno a lavorare come sempre. “L’idea è che un lavoratore che lavora per esempio in un cantiere, a partire dal 30 marzo non lo farà, ma avrà in cambio un permesso retribuito, mentre invece un infermiere lo farà”.

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