“Con parole nostre”: come cambia la nostra Lingua Madre – 4 parte

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Con parole nostre”: come cambia la nostra Lingua Madre – parte

Il mese scorso abbiamo affrontato insieme alcuni termini inglesi ormai di uso corrente in italiano, e mi sono espressa sull’impatto “estetico” di ognuno di essi sulla nostra bella lingua madre. Opinioni mie, naturalmente, come lo saranno quelle di oggi per la seconda “razione”.

In questo numero completeremo l’opera riguardo ai termini inglesi più usati, ma dal prossimo numero aspettatevi, a valanga, i termini francesi! Molti non hanno addirittura una versione italiana e li analizzeremo, sempre con ironia e nessuna pretesa di “purismo”, perché le lingue sono dinamiche e lo saranno probabilmente sempre di più.

E partiamo da “gossip”, allora, come vi avevo anticipato il mese scorso.

Il gossip è il pettegolezzo. In inglese sembra una cosa leggera, che riguarda solo il mondo dello spettacolo e che macina redditi, se si pensa alle riviste, ai servizi televisivi e giornalistici di gossip, appunto.
Il pettegolezzo ha invece una valenza negativa ed è sempre, se non dannoso, molto fastidioso. Va da sé che anche chi adora il gossip di norma non sopporti si spettegoli sul suo conto. (…).
È in auge, ultimamente, annunciare agli amici con tono spiritoso e modaiolo: “Ragazzi: ho un gossip!”. Segue un pettegolezzo…

Light: leggero. È un termine ossessivo nella pubblicità degli ultimi decenni. Sugli scaffali e nei frigoriferi dei supermercati indica “alimenti a bassi contenuto di” carboidrati o grassi o comunque a ridotto apporto calorico. Ci siamo abituati, ma, divagando, un’occhiata ai reali contenuti dei prodotti (scritto in carattere minuscolo dietro a confezioni con invece scritto light bello grande) è d’obbligo. A volte tra un alimento dal sapore ottimo a uno che è una vera punizione per il palato, lo scarto calorico è minimo. Il termine “light”, comunque, non riguarda mai il prezzo.

Look: significa aspetto, ma da italiani lo associamo soprattutto all’abito e agli accessori. A me non piace molto, ma dopo l’espressione americanissima “Wow!” lo trovo tremendo. “Wow, che look!” può essere sostituito con un semplice e sincero: “Come sei elegante!” o “Stai veramente benissimo!”. Insomma, fuori dai denti: se siete donne preferireste un uomo che vi accoglie con un “Wow, che look!” o uno che vi dice: “Complimenti, sei splendida!”?
Ecco: va là che ci siamo capite…

Make up: trucco. Usiamo in genere più “trucco” che “make up”.

Master: specializzazione. Direte: “Ma come: tutti a vantarsi dei master di qui e di là, in questo e in quest’altro, e poi si tratta di “semplici” specializzazioni? Decisamente è più d’impatto il termine inglese, ma la sostanza è quella.

Match: partita. Ci sta.

Meeting: riunione. Il meeting sembra stimolante, la riunione una palla. Dovremmo provare a vedere se l’espressione “meeting di condominio” porterebbe a maggiore partecipazione…

News: notizie. Approvato, ma ho sentito chiedere informazioni sulle condizioni di salute di una persona con un: “Ci sogno news?”. A voi il giudizio.

Di seguito elenco termini ormai accettati e facenti parte del nostro abituale linguaggio:
Okay: va bene; Partner: compagno. Un tempo era più usato e rappresentava un modo vago di definire chi non era marito, moglie, fidanzato o fidanzata. Ora si usa “compagno” o “compagna” per le coppie eterosessuali o omosessuali, mentre il termine “partner” si usa quasi esclusivamente nelle varie rubriche che riguardano la coppia, quasi sempre in senso erotico-sessuale.
Party: festa. Sembra molto più esclusivo e molto meno “plebeo” di “festa”. Siamo sicuri che venga sempre usato a proposito?
Premier: primo ministro. Personalmente preferisco Primo Ministro.
Red carpet: tappeto rosso. Si legge sui giornali e non lo usciamo nella lingua parlata, ma il red carpet più famoso è quello della serata degli Oscar, quindi
okay!
Relax: riposo.
Trend: tendenza. “Tendenza” lo preferisco. Escluderei “trendy”, se possibile, dai nostri vocabolari… ma come sempre parlo per me sola!
Show: spettacolo. Lo usiamo dai tempi dei primi spettacoli RAI. Sono cresciuta a “Braccobaldo show”… chi lo ricorda?
Selfie: autoscatto. Un selfie è un selfie. Se non si diventa selfie-dipendenti e se non si fa la “face duck”, è accettabile. A proposito di “face duck”, letteralmente “faccia da papera”, è ottima per spianare le rughette naso-labiali, ma dopo i trent’anni
lassamo perde, eddaje… (Questo è romanesco, ma è così espressivo…)
Sexy: seducente. Si usa, va bene, ma trovo che seducente sia…più sexy.
Snack: merenda, spuntino. Siamo abituati e vederlo associato a cioccolato, caramello, noccioline eccetera in una barretta monoporzione che è una bomba calorica. Oppure nella versione
“light”. Meglio che i bambini facciano merenda senza snack.
Staff: personale. Direste il personale di un locale o lo
staff di un locale? La maglietta con la scritta “staff” non mi piace mai. Anche se ammetto che talvolta possa essere utile, una divisa, anche se semplice è decisamente più elegante. Ho visto magliette con la scritta staff alle sagre della porchetta o del friariello. M’è suonato strano… (sorrido)
Team: squadra.
Ticket: biglietto.
Weekend: fine settimana.
Web: rete.

Fine, direi. O anche The End, come alla fine dei filmoni americani.
Alla prossima!

Cinzia Panzettini – Vulcano di Parole Tenerife

© Riproduzione riservata

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