Pensando ad Elena

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Elena Borioli, la titolare della libreria Reading Up di Costa Adeje ci ha lasciato. Formulare parole appropriate mi sembra in questo momento impossibile, ma non posso non ricordarla in questa sede, perché il suo contributo alla crescita di questo periodico è stato importante.

Conobbi Elena cinque anni fa, quando venne in ufficio, accompagnata da suo padre, per chiedere informazioni su Tenerife, già con l’idea di realizzare il progetto della libreria. Aveva un sorriso indecifrabile per me in quel momento. Ne coglievo l’intensità, ne apprezzavo la sincerità, ma non riuscivo a comprenderne il significato.

Oggi credo di averlo capito. Elena sorrideva con la vita nel cuore. Non so se in quel momento agisse già consapevolmente, o semplicemente guidata dall’istinto, ma Elena sapeva affrontare la vita. Aveva capito che la vita bisogna accompagnarla.

Con una laurea in architettura e senza prospettive di lavoro in Italia, non si scoraggiò, non sprecò energie a dare la colpa agli altri, sapeva che avrebbe perso tempo. Un tempo così prezioso che decise di dedicare ad una delle sue passioni: i libri. Con una strategia di vendita tanto semplice quanto redditizia, aprì un negozio di libri usati in varie lingue, con un’idea intelligente e capace di rompere le barriere di certa “ghettizzazione” in cui facilmente cadono le attività commerciali a Tenerife: il pub per soli inglesi, la birreria dove si parla solo tedesco, la pizzeria per gli italiani.

Non così da lei: turisti provenienti da tutti i paesi entravano incuriositi, per uscirne entusiasti, perché con la passione per la lettura e la condivisione dei libri usati, contribuivano al funzionamento dell’attività, traendone essi stessi un riscontro economico (consiglio di leggere la simpatica recensione che ne fece il Diario de Avisos: “Libros que vienen y van” (diariodeavisos.com/2013/06/libros-vienen-van/).

Ma una sola passione per Elena non era abbastanza. Appena poteva, Elena partiva. Elena andava a conoscere, esplorare, paesi molto diversi dalla nostra Europa, non senza affrontare situazioni impervie se non addirittura pericolose.

Ma Elena non aveva paura, perché il senso della vita era più forte. Forse lei già sapeva che non le rimaneva molto tempo, noi non lo sappiamo.

Ma forse, sappiamo.

Sappiamo e intimamente comprendiamo che c’è un unico modo di vivere: con il sorriso nel cuore, come hai fatto tu, cara Elena, e come credo che tu stia continuando a fare, ovunque tu sia.

Antonina Giacobbe

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