Pensionati residenti all’estero. Cessione del quinto della pensione.

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Pensionati residenti all’estero. Cessione del quinto della pensione

Da oggi anche per i pensionati residenti alle Isole Canarie

Per saperne di più su un tema molto attuale e che riteniamo interessante per migliaia di connazionali che vivono a Tenerife, ovvero la possibilità per i pensionati anche residenti all’estero di chiedere un prestito sottoforma di cessione del quinto della pensione, abbiamo chiesto un parere al dott. Fernando Paganelli, esperto di finanza personale.

VT: Dott. Paganelli, la ringraziamo intanto per la sua disponibilità e le chiediamo, ancora prima di entrare nello specifico del tema, una sua opinione.

FP: Guardi, per circa venticinque anni in Italia mi sono occupato di finanza personale, devo dire soprattutto sul fronte della gestione di patrimoni. Gli strumenti di erogazione, dal mutuo ipotecario al prestito personale, facevano comunque parte dell’armamentario che un consulente doveva conoscere per erogare una buona consulenza ai propri clienti. Nello specifico, la possibilità di ottenere un capitale dalla cessione del quinto, del proprio stipendio come della pensione, è una soluzione tipicamente italiana ed estremamente utile per far fronte a quelle spese che gli imprevisti della vita, o il desiderio di conseguire piccoli sogni, ci possono mettere davanti. La novità e che oggi, seguendo le dinamiche del mercato, alcune banche pioniere stanno offrendo questo servizio ai pensionati residenti all’estero ed anche questo aspetto mi sembra del tutto positivo.

VT: Ci spieghi allora meglio, per grandi linee, come funziona questo strumento

FP: Intanto bisogna ricordare il quadro giuridico di riferimento, che ci riporta alla legge finanziaria del 30 dicembre 2004, n. 311, la quale ha esteso ai dipendenti del settore privato la possibilità di cedere un quinto del proprio stipendio con la finalità di ottenere un prestito. La successiva legge n. 80/2005 ha disciplinato nel dettaglio la materia, aprendo ai titolari di pensione la possibilità di ricorrere a tale strumento.

In sintesi, il percettore di pensione (oggi anche residente all’estero) può accedere ad un finanziamento erogato da una banca italiana (riconosciuta dall’INPS), mettendo a garanzia, per il pagamento delle rate del piano di ammortamento, cioè di rimborso del capitale con relativi interessi, fino ad un quinto del valore netto del proprio assegno pensionistico.

VT: Che caratteristiche deve avere colui che voglia beneficiare di questa opportunità, vi sono delle restrizioni?

FP: Si, certamente questa misura, che potremmo definire di “attualizzazione” di parte dei redditi futuri derivanti dalla propria pensione, ha dei parametri ben precisi. Ne citiamo i più rilevanti: intanto, come ricorda la definizione stessa, la quota di rimborso del capitale che la banca presta al pensionato non deve eccedere il 20% del valore netto della pensione, cioè appunto un quinto. Inoltre, il piano di rimborso ha una durata massima di 10 anni, che in termini di rate mensili significa un numero limite di 120 rate. Il capitale che si può ottenere dipende ovviamente dall’importo della pensione e può superare tranquillamente i 50.000 euro.

VT: Vi sono limiti di età?

FP: Implicitamente si, nel senso che l’età massima alla quale deve essere estinto il piano di rimborso è pari a 85 anni. Per esemplificare: un pensionato che fino a 75 anni può fare un piano di rimborso fino a 120 rate, che durerà 10 anni e terminerà quando spegnerà l’ottantacinquesima candelina. Un pensionato, ad esempio di 78 anni, potrà ancora ricevere un prestito, ma con un piano di rimborso di massimo 84 rate, cioè di 7 anni, perché comunque dovrà aver rimborsato tutto prima del compimento dell’85° anno di età.

VT: Chiarissimo. Una domanda sulla quale possiamo suscitare reazioni scaramantiche, ma doverosa…

FP: Credo di immaginare e la anticipo… in caso di “evento negativo”, cioè di morte del pensionato che ha contratto il prestito, non vi è alcuna ripercussione sugli eredi, in quanto la legge obbliga la stipula di un contratto di assicurazione, proprio per coprire tale rischio. In altre parole, la banca è certa di riprendere i suoi denari e non si lasciano problemi in successione.

VT: Un’ultima domanda, forse un po’ tecnica. E per il pensionato, magari residente qui a Tenerife, che avesse già beneficiato di questo strumento in Italia, avendo ancora in piedi un finanziamento?

FP: E’ un caso non infrequente. Vi sono delle condizioni nella quali il finanziamento può essere “ristrutturato”, come si dice in gergo. Ovvero si può procedere ad un nuovo finanziamento, prolungando la scadenza del prestito in essere.

VT: E, per coloro che trascorrono qui sull’isola magari la sola stagione autunno-invernale, ma non hanno ancora cambiato la propria residenza?

FP: Nessun problema, possono accedere a questo finanziamento come un qualsiasi pensionato che risiede in Italia, con il vantaggio di poter svolgere la pratica da qui e ricevere il denaro sul proprio conto, senza dover tornare a casa per istruire la pratica.

VT: Bene, la ringraziamo allora per questa panoramica, che riteniamo certamente utile per i nostri lettori.

www.itcanarias2030.com

Per informazioni sul tema trattato potete scrivere a direzione@vivitenerife.com

o telefonare a

Marilena +34 666 956 508

Fernando +39 329 959 3635

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