Il problema non è il vino. I rischi dell’alcol per i ragazzi sotto i 21 anni

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Il problema non è il vino, la cui quantità bevuta dagli adulti italiani corrisponde al consumo di riferimento standard, lontana quindi da implicazioni sulla salute. Il problema dei giovani è l’abitudine all’aperitivo alcolico. “L’utilizzo dell’alcool è un fattore di rischio per moltissime patologie – ha spiegato la dott.ssa Michela Barichella, Presidente di Brain and Malnutrition Association e membro del Comitato scientifico Osservatorio nutrizionale Grana Padano – e può compromettere la ‘maturazione’ del cervello, soprattutto in quelle aree coinvolte nel controllo degli impulsi. In adolescenza la maturazione del cervello non è completa, vi sono aree come quella limbica che matura dopo i 20 anni. Ecco perché in alcuni Paesi, per esempio negli Stati Uniti, si pone il divieto di utilizzo degli alcolici sotto i 21 anni”.

Dieci buone ragioni per non abusare dell’acol:

L’abuso di alcol crea dipendenza ed è paragonabile alle sostanze stupefacenti; L’alcol è cancerogeno e crea danni d’organo come la cirrosi epatica; Indebolisce il sistema immunitario e dà una maggiore sensibilità alle infezioni; Riduce l’assorbimento delle vitamine A, D ed E; Causa malnutrizione e alterazioni del peso corporeo; Modifica la produzione di ormoni, ha un’azione negativa sulla fertilità e non favorisce le prestazioni sessuali; In gravidanza può creare problemi al feto e al nascituro; Può interferire con le terapie farmacologiche in atto; Altera le funzioni cognitive ed è un fattore di rischio per il decadimento cognitivo; Altera l’attenzione, riduce i tempi di reazione e causa sonnolenza, per questo motivo l’alcol non va assunto se si guida.

di C. S. – T.N.

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