Puerto de la Cruz presenta: Moda Turismo Tenerife

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Puerto de la Cruz Moda e Turismo Tenerife”, la sfilata di debutto di un grande progetto.

Nella serata di sabato 17 Agosto scorso, nel parco dell’Hotel Botanico di Puerto de la Cruz illuminato dalle sue luci suggestive e occupato da eleganti sedute bianche, il pubblico invitato ha potuto assistere alla prima sfilata di “Moda Turismo Tenerife”.

Il progetto, coordinato dalla bella ed elegante Claudia Gonzales, ex indossatrice e appassionata di moda, si propone l’obiettivo di creare una comunicazione tra la Moda tinerfegna (disegnata e realizzata all’isola, quindi si tratta di un vero “Made in Tenerife”) e il suo Turismo, veicolo di visibilità e diffusione per gli stilisti dell’isola.

Sedute in prima fila le Autorità locali di Puerto de la Cruz che hanno potuto, con il pubblico, ammirare una interessante sfilata, varia e magnificamente condotta da Wendy Fuentes che ha rivelato bellezza, professionalità, bravura e un garbo impeccabili. I nostri complimenti.

Moda Turismo Tenerife by Tenerife Surprise

Buongiorno amici!! Sabato sera siamo stati con Periodico Vivi Tenerife al PRIMO EVENTO di ModaturismoTF dentro l' HOTEL BOTANICO The Oriental Spa Garden presso Ayuntamiento de Puerto de la Cruz! Vi regaliamo questo video di MODA da condividere, perchè Tenerife non è solo spiagge e sole…. ma molto di più! Organizzato da CLAUDIA GONZALEZ e presentato da Wendy Fuentes!!Disegnatori:Leo MartinezLuis BraccalNestor Rodriguez SastreríaCarlos BenguiguiCanarias Crochet by Daniella DávilaSponsor:Loro ParqueSiam ParkHeinekenKosmos PeluquerosVisit TenerifeHard Rock Hotel TenerifeLa Huerta DesignLadrón de ManzanasHard Rock Cafe Tenerife#modaturismotf #modatenerife #tenerife #tenerifevideo #videotenerife #tenerifesurprise #puertodelacruz #hotelbotanico #moda

Pubblicato da Tenerife Surprise su Domenica 18 agosto 2019

Video Moda Turismo Tenerife by Tenerife Surprise

Daniella Dàvila con “Canaria Crochet” ha per prima fatto sfilare i suoi modelli. Interamente eseguiti con la tecnica “all’uncinetto” (quindi realizzati a mano) i primi abiti in passerella erano in bianco o in avorio e si distinguevano per dettagli di ispirazioni “etno”, geometriche o romantiche dimostrando non solo la versatilità di una tecnica espressa ai massimi livelli di abilità manuale, ma anche il desiderio di assecondare le diverse personalità femminili. La collezione, ispirata in più casi agli Anni Settanta – ma non solo – ha manifestato una forte volontà di ricerca negli effetti e nelle linee. Prestigioso un abito molto fasciante con gonna in due lunghezze e dal taglio trasversale, capace di fondere un’infinità di punti “a crochet” in modo molto armonico. Indossato con un’ampia stola di organza di seta in tinta, il capo ha dimostrato – come alcuni altri modelli della stilista – la possibilità di poter essere utilizzato sia di giorno che di sera con un semplice cambio di accessori. I dettagli di colore hanno sfilato in seguito con stole, bijoux e accessori in marrone, bouganville e turchese in abbinamento al bianco e al crudo. Belli gli effetti “a specchio” trattenuti dai punti crochet che impreziosivano le creazioni. Meraviglioso l’abito morbido e di grande vestibilità indossato dalla stessa Daniela Dàvila per ringraziare e salutare il pubblico a fine passerella.

Moda maschile da cerimonia per La Trajeria I-Tempus e, salvo rare eccezioni, moda giovane. In ogni modello era presente almeno un dettaglio creativo come, ad esempio, i bottoni di jais distanziai a sottolineare lo scollo di una giacca priva di revers. Ai classici colori delle occasioni importanti è stata accostata dallo stilista la luce del damasco di seta, tono su tono o con bei contrasti. Il motivo trainante della collezione si è rivelato tuttavia la “stondatura! alla base delle giacche che, in molti capi, hanno ridotto le lunghezze troppo impegnative del “tight”, ricordandolo però nettamente. Sempre corte le abbottonature, sempre a vista qualche centimetro del polsino della camicia sotto la manica della giacca, sempre scoperte le caviglie e molto avvitate le maniche: quattro elementi che da soli determinano una collezione giovane, ma alcuni modelli con qualche ravvedimento sulle lunghezze di pantaloni e maniche possono vestire anche l’uomo secondo il protocollo della classicità. Particolare un modello – l’unico con abbottonatura alta – a ricordare il gilet del costume tradizionale canario.

Ospite di Murcia, Gemma Pujalte, che ha portato in passerella abiti da cerimonia e da sera femminili, confezionati con tessuti di alta qualità e massima attenzione al colore. Linee pulite e femminili, come nel caso di un abito lungo in seta grigio perla chiarissimo, con scollatura molto profonda sottolineata da strass. Applaudito un abito da giorno verde acido, a sacchetto, con un poncho quadrato totalmente aperto sui fianchi. Molto raffinato, tra gli altri abiti, un tubino nero monospalla con una manica interamente occultata da una lunghissima frangia di seta sfumata dal nero al bianco. Bianco e nero anche per un abito lungo con gonna a spicchi molto ampia, cintura con fibbia gioiello e ampi revers neri. Applauso spontaneo: il bianco e nero abbinati piacciono sempre. Scollatura sulla schiena “ad oblò”, invece, per un abito da sera lungo, molto aderente in color magenta e con una particolare, leggera fantasia “a cintura” in avorio, solo sul punto vita. Una collezione classica e preziosa nei tessuti per Gemma Pujalte.

Lora Tulchiski Art ha sfilato con costumi da bagno ironici e particolari. I primi costumi, piuttosto accollati sul petto e molto scollati sulla schiena, erano accompagnati da una ragazza sul cui corpo era dipinto – con la tecnica del “body painting”- l’identico costume indossato dalla modella. L’azzurro intenso dello sfondo, come il cielo di Tenerife, dava risalto ai disegni in ocra, rosso arancione e verde come le terre, la vegetazione e i fiori dell’isola. I costumi da bagno di inizio passerella, rispetto ai seguenti, si sono rivelati in massima parte più adatti a nuotare che a un bagno di sole. Perfetti invece per feste in piscina, in spiaggia o indossati come magliette o top, con un paio di jeans o un pantalone capri in tinta per il giorno. Applausi spontanei e scroscianti sono stati dedicati alle signore più mature in passerella, che hanno indossato costumi da bagno abbinati a copricapo scintillanti con riferimenti alla tradizione carnevalesca di Santa Cruz (affascinante un modello “Anni Trenta”!). Gli applausi allo sfilare di queste signore non filiformi e fiere della loro femminilità sono stati una risposta chiara al condivisibile messaggio di “Lara Swimwear Art”, che ha scelto così di riscattare il corpo dalla gabbia delle perfezioni imposte dai tempi attuali. Brava.

Trionfo e grande ritorno del tulle nella collezione di Fabian Garcia. Il primo abito, indossato dapprima con una cappa, ha rivelato una magnifica scollatura dorsale ricamata con discreti cristalli e con un effetto molto raffinato. Il capo può essere un impegnativo abito da sera, ma anche un abito da sposa fuori dai canoni e davvero molto bello. Ha sfilato poi sempre il tulle, ma nel colore rosa e in una delicata tonalità pesca. Abiti da cerimonia molto romantici adatti alle damigelle, alle amiche della sposa o alle giovanissime testimoni sono stai realizzati anche con tulle ricamato a piccoli fiori e foglie molto delicati. E’ stato poi il momento di un abito da sposa bianco e con breve strascico. Con una linea morbida e con maniche “a telaio”, il suo taglio a trapezio – che ben si adatta a donne sia sottili che morbide – era sottolineato dalla perfetta caduta del bel tessuto e dalla piega sul retro che apriva lo strascico. Un abito in damasco bianco tono su tono, con vita marcata e ampia gonna a corolla, ha segnato l’ingresso della sposa tradizionale. Tra tessuti diversi, dettagli in pizzo francese, maniche di chiffon, ricami di perline o cristalli, Fabian Garcia ha presentato una collezione varia e ricercata.

Nestor Rodriguez ha fatto sfilare per la moda maschile una rivisitazione del mondo dei porti e delle figure umane che li popolano. Tra militari, lavoratori portuali, addetti ai passeggeri e ragazzi di vita, i primi modelli hanno sfilato indossando un berretto con visiera che ricordava quello di Corto Maltese – il famoso personaggio del fumetto di Hugo Pratt – in una fantasia con fondo bianco e disegni purtroppo non visibili da lontano. Una collezione audace e contaminata da più elementi di riferimento – sempre portuali e quindi sempre vicini alla figura di Corto Maltese e alla sua storia, tra un porto e l’altro dell’Europa e del mondo – quella di Nestor Rodriguez che ha portato in passerella, oltre alle magliette a righe tipiche del tema “marinaro”, giacche ornate da passamanerie e bottoni dorato degli Ufficiali, un completo bianco con ampio collo da marinaio e, tra gli altri, un completo nero con giacca lunga e berretto militare importante. Il più vistoso dei modelli – una giacca giallo oro indossata con un piccolo foulard rosso – rappresentava un omaggio alla bandiera spagnola.

Il venezuelano Luis Braccal ha iniziato la sua sfilata con un abito da sera o da cerimonia in leggerissimo pizzo nero sovrapposto a una sottoveste di raso giallo molto grazioso e ben eseguito, mentre il modello successivo era rappresentato da una tuta pantalone in shantung di seta color amarena. Con un effetto nudo dal collo alla vita – ottenuto con un tulle pressoché invisibile – la giacchina terminava con una baschina plissettata, ma il punto di forza della creazione era il magnifico collo: articolato come una scultura e sempre plissettato, ricordava un origami e faceva del capo un gran lavoro di equilibro tra classicità ed eccentricità. Davvero bello. Frange, rete e volants – tre elementi apparentemente in contrasto tra di loro – hanno composto un abito da sera molto applaudito dal pubblico. Tra “Via col vento” (nei volants alle spalle), l’epoca “Charleston” delle frange e la contemporaneità rock della rete, l’abito ha armonizzato bene l’idea originale del tempo che passa sulla moda. La moda che, come la Storia, si ripete anche se con infinite varianti. Altrettanto originale un abito complesso in raso azzurro polvere; la gonna a tubino terminava non una breve plissettatura e le maniche, molto importanti, erano in piume di struzzo e cristalli torno su tono. Un vago sapore d’altri tempi, tra gli Anni Trenta e Quaranta, per una creazione decisamente non per tutte: infatti il volume delle maniche era magnificamente retto in passerella da una modella sottile e altissima.
Pochi modelli, tutti con una forte personalità e una pregevole esecuzione sartoriale hanno caratterizzato la sfilata di Luis Braccal.

Leo Martinez, stilista noto a Tenerife perché si occupa di vestire una delle concorrenti al premio della Regina del Carnevale di Santa Cruz, ha aperto la sua sfilata con gonne di tulle dai volumi modernissimi e giovani abbinate, infatti, a giubbini di pelle decorati da strass… ma all’improvviso la collezione ha subíto una improvvisa virata scenica, con abiti di ottimo taglio e stoffe magnifiche che in qualche modo rappresentavano etnie ed epoche differenti attraverso dettagli di gran pregio. Purtroppo i modelli hanno sfilano più rapidamente rispetto alle altre collezioni, ma mi sono rimasti impressi un abito lungo n forse i un grigio perla, che per linea e copricapo poteva appartenere all’ultima Zarina; un altro abita esaltava i colori accesi dell’Africa, mentre l’India sfilava attraverso un modello in raso di seta con il collo “in piedi”. Deliziosi. All’America è toccata la superba visione di un copricapo “Sioux” imponente e dalla bellezza mozzafiato che ha chiuso la sfilata tra gli applausi. Un creatore fortemente evocativo, fantasioso, epico e sognante, Leo Martinez, che la concluso in modo spettacolare una bella serata, varia e interessante.

Rincasando dopo la sfilata, noi Italiani “doc” presenti – abituati per lunghissima tradizione nazionale ad occuparci non solo della forma, ma anche la sostanza – ci siamo ritrovati piacevolmente colpiti in generale dall’evidente pregio dei tessuti, con la seta padrona quasi assoluta della serata e in ogni sua declinazione. Così lo shantung si è prestato con la sua corposità e i suoi giochi di iridescenze e di ombre, a volumi e costruzioni importanti per gonne e colli-scultura; il raso ha affascinato per la sua luce e la sensualità con la quale accompagna la figura e lo chiffon, impalpabile nelle sue trasparenze e sempre molto femminile, ha assecondato con la sua ineguagliabile grazia il passo delle indossatrici e ha giocato con la lieve brezza che fortunatamente ha soccorso il pubblico numeroso e i tanti addetti ai lavori dopo le alte temperature di quei giorni. Per le guarnizioni e i decori, bello e mai eccessivo l’uso di cristalli, paillettes, ricami e persino del lamé, in alcuni casi quasi futuristico a ricordare le maglie di metallo.

A tutti gli stilisti e ai loro collaboratori vanno i complimenti di “ViviTenerife”. Al progetto “Moda e Turismo Tenerife” al suo debutto, e a Claudia Gonzales che lo coordina, vanno i migliori auguri da parte di tutta la Redazione.
Per noi Italiani la moda è parte della nostra Cultura e non mancheremo di essere presenti con partecipazione a ogni iniziativa che la riguardi.

Per la Redazione di “ViviTenerife”
Cinzia Panzettini

© Riproduzione riservata

Intervista all’organizzatrice Claudia Gonzales Conferenza stampa – Moda TurismoTenerife TF che si è tentuta, mercoledì 14 agosto a Puerto de la Cruz presso hotel Botanico

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