REF: misure per gli alti costi dell’esportazione temporanea di opere d’arte

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Le nuove misure ridurrebbero gli alti costi dell’esportazione temporanea di opere fuori dalle Isole. Da decenni la maggioranza degli artisti Canari soffre una grave discriminazione in rapporto agli altri artisti del panorama nazionale.

Ora la riforma del Regime Economico e Fiscale (REF) delle Isole potrebbe finalmente abbassare i costi doganali delle esposizioni fuori dall’Arcipelago. Anni di continue difficoltà che li hanno mantenuti fuori dai circuiti nazionali e internazionali. L’arte come merce e non come bene culturale.

A causa di questa classificazione del Governo centrale gli artisti devono pagare moltissimo per portare le proprie opere fuori dalle Isole. Oggi la tassa doganale grava sull’opera indipendentemente dal fatto che l’invio sia a scopo di vendita o no. A questo occorre aggiungere il costo della spedizione e il sovrapprezzo dell’IVA (21%) sull’opera. È ciò che ha denunciato in numerose occasioni l’Associazione Isole Canarie Artisti Visuali (AICAV), i cui membri ai fini doganali si trovano di fatto fuori dai confini nazionali per cui l’applicazione dell’IVA è assimilata all’import-export di Paesi terzi.

Il REF è una delle chiavi per poter migliorare queste tariffe. Prima della fine dell’anno saranno approvate numerose modifiche, una delle quali aprirà nuovi scenari per gli artisti: il Congresso voterà infatti l’articolo 25 bis il cui comma 7 “Incentivi alla cultura” dichiara che non si applicherà né IVA né IGIC a questi spostamenti e concederà fino a 24 mesi per esposizione e gli spostamenti sul territorio nazionale.

Oggi invece questo testo considera la produzione artistica come un bene commerciale, per cui la mobilità sul territorio al passaggio della dogana inevitabilmente aumenta i costi. Le forze politiche concordano sulla necessità di favorire la cultura permettendo agli artisti Canari di godere delle stesse opportunità degli altri, mentre le tasse sarebbero dovute, naturalmente, in caso di vendita dell’opera, così come si legge nel testo attualmente allo studio delle Camere.

“In seguito all’approvazione, il provvedimento dovrà essere sottoposto all’attenzione dell’Unione Europea”, avverte Juan Márquez, deputato di Podemos nel Parlamento delle Canarie; però, aggiunge, “questa non è l’unica ragione per cui non si produce arte nelle Canarie: sarà necessario migliorare gli spazi e incentivare gli artisti”.

Molti artisti si sono visti raddoppiare i costi di esposizioni sul territorio nazionale, trovandosi costretti a volte ad annullare il progetto. È il caso soprattutto di pittori e scultori, perché fotografi e musicisti non devono sottoporre le loro opere al DUE – Documento Unico della Dogana – in cui si dichiarano e liquidano le merci che entrano ed escono dall’Arcipelago.

In Spagna la dogana non esiste, come pure se ci si sposta all’interno dell’Unione Europea grazie agli accordi quadro tra Paesi membri. Il Canario invece subisce la condizione di “territorio di frontiera”. La situazione potrà migliorare con l’applicazione delle modifiche previste nel REF volte a considerare le opere d’arte un bene culturale e non una merce, così come affermato dall’UNESCO nei suoi statuti.

Tradotto dalla redazione

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