Spagna – Canarie. Abitazione e locazione: Real Decreto Ley 7/2019, misure urgenti in materia di abitazione e locazione.

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Spagna – Canarie. Abitazione e locazione: Real Decreto Ley 7/2019, misure urgenti in materia di abitazione e locazione.

Il Real Decreto Ley 7/19 convalidato il 4/4/2019 è legge a tutti gli effetti, per il momento applicabile in tutto il territorio nazionale e con il quale sono state apportate modifiche di rilievo alla durata dei contratti di locazione, alla attualizzazione del prezzo stabilito per la locazione in accordo con l’indice dei prezzi al consumo.

Tra le misure volte ad offrire una maggiore sicurezza per l’inquilino: è contemplata la ampliazione della proroga obbligatoria della durata del contratto, da tre a cinque anni, nel caso in cui l’affittuario sia una persona fisica, e a sette anni nel caso in cui l’affittuario sia una persona giuridica, nel caso in cui siano trascorsi i cinque o sette anni, la proroga prevista è di tre anni invece che uno; aumenta il termine di preavviso per la risoluzione del contratto di affitto, il locatore dovrà dare un preavviso di 4 mesi al locatario, e viceversa sarà obbligatorio un preavviso di 2 mesi. Il limite massimo dell’aumento del prezzo dell’affitto non può eccedere “el IPC”.

Per quanto riguarda la locazione turistica questa non è contemplata in questa nuova normativa, in quanto la competenza rimane alle Comunità Autonome, anche se il caso dell’arcipelago delle Canarie, mantiene la sua problematica in corso, determinata appunto da varie sentenze che finalmente chiariscono la questione in merito alla non necessarietà di evitare questo tipo di attività nelle aree definite turistiche o miste, però si stabilisce con questa nuova normativa l’attività delle Comunità di Proprietari, nella decisione che questi possono prendere in ordine a questo tipo di attività, in effetti anteriormente a questa normativa, in ogni comunità di proprietari per impedire che si svolgesse l’attività di affitto vacazionale, era necessario l’accordo di tutti i proprietari, quindi il 100% dei consensi, con la nuova normativa il consenso per impedire questo tipo di attività scende a 3/5 dei proprietari quindi il 60 %, prevedendo la normativa anche la possibilità di incrementare per coloro che effettuano questo tipo di attività un aumento della quota comunitaria del 20%.

La nuova normativa inoltre prevede anche incrementi fiscali per appartamenti che risultano vuoti, o benefici e aiuti per coloro che sono maggiormente bisognosi, modificando anche la coordinazione con i servizi sociali per proteggere la fasce più deboli dagli sfratti, al fine di agevolare i procedimenti corrispondenti con maggiore protezione per questa fascia.

Tutto ciò ovviamente potrebbe cambiare di nuovo a seconda del risultato elettorale, si considerano questi decreti legge, adottati per fare compagna elettorale e quindi suscettibili ad essere modificati ove i vincitori fossero gli oppositori.

Avvocato Civita Masone

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