Tenerife. Involcan e ITER monitorano le emissioni CO2 di un vulcano delle Filippine

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Lo scorso marzo il Cabildo di Tenerife ha mandato un gruppo di scienziati dell’Instituto Volcanolόgico de Canarias (Involcan) e dell’Instituto Tecnolόgico y de Energίas Renovables (ITER) nelle Filippine per monitorare il vulcano Taal. Questi progetti di collaborazione scientifica si sviluppano grazie al programma di rafforzamento del sistema di allarme vulcanico immediato nelle Filippine, mediante metodologie geochimiche innovatrici, cofinanziato dall’Agencia Española de Cooperaciόn Internacional para el Desarrollo (Aecid); Tenerife Volcano Disaster Assistance Team e dal Programma Tenerife Innova 2016-2021, gestito dall’area Tenerife 2030 del Cabildo. L’assessore per Tenerife 2030, Antonio Garcίa Marichal, ha confermato in un comunicato che le attività che questa squadra di vulcanologi svolge all’estero rientrano nella strategia di Tenerife 2030, perché contribuiscono alla costante formazione del personale che compone questo staff scientifico, che si confronta con sistemi vulcanici più attivi rispetto a quelli canari.

In questa nuova spedizione scientifica di Involcan-ITER nelle Filippine sono stati realizzati programmi di mantenimento e calibrazione dell’unica stazione geochimica strumentale permanente, per il monitoraggio continuo del flusso diffuso di diossido di carbonio (CO2) esistente nel vulcano Taal.

Questa stazione venne installata da scienziati dell’Involcan-ITER all’inizio del 2016 per rafforzare il programma di vigilanza vulcanica del Taal, uno dei 16 vulcani della decada. Lo staff scientifico Involcan-ITER-NIGS ha realizzato anche una campagna scientifica sulla emissione diffusa di diossido di carbonio (CO2) nella laguna craterica del vulcano per valutare le possibili variazioni spazio-temporali del flusso diffuso di diossido di carbonio (CO2) nell’atmosfera, allo scopo di comparare i risultati con quelli raccolti negli anni precedenti.

I risultati preliminari di questa recente campagna scientifica mostrano che l’emissione diffusa di diossido di carbonio (CO2) nell’atmosfera attraverso la laguna craterica del vulcano Taal ha raggiunto le 1.700 tonnellate giornaliere. Questo registro è maggiore rispetto all’emissione che si considera normale per questo sistema vulcanico, dell’ordine di 500 tonnellate giornaliere e relativamente superiore al valore medio osservato da metà ottobre 2011 sull’emissione diffusa di diossido di carbonio (CO2) dell’ordine di 600 tonnellate giornaliere. Il monitoraggio di questi parametri geochimici, importante per il controllo vulcanico, si rivelò fin da subito utile per consolidare il sistema di allerta di fronte a possibili fenomeni vulcanologici avversi.

Un’altra tra le principali attività sviluppate con questo progetto di cooperazione è l’abilitazione dei ricercatori del NIGS dell’Università delle Filippine a Diliman sull’uso e l’applicazione di tecniche geochimiche per il monitoraggio dell’attività vulcanica che contribuiranno a ridurre il rischio vulcanico nelle Filippine.

La redazione

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