TENERIFE: NON SOLO VACANZE E PALME… terza parte

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TENERIFE: NON SOLO VACANZE E PALME… terza parte

Come in tutte le società anche in quella dei Guanci gioca un ruolo importante il cibo e tra le prelibatezze più conosciute, merita un posto di riguardo il  celeberrimo “Gofio”,vale a dire una farina fatta con i chicchi d’orzo colti ancora verdi e abbrustoliti (oltre al gofio di orzo (cebada), oggi ve n’è anche di frumento (trigo), di mais (millo), di segale (centeno), o con più ingredienti (de mezcla).

Si tratta di una ben precisa tecnica di preparazione della farina, previa tostatura del chicco che, ancora verde, non potrebbe essere macinato, e che è diffusa, con vari nomi in tutto il Nord Africa: tazemmit, ademmin, zummita, bsisa, arkuku, bufey ecc.

C’è chi ha visto soprattutto in quest’ultima denominazione, attestata nel sud del Marocco, una possibile parentela con il termine guance.

Questo prodotto, nato probabilmente dalla necessità di cogliere precocemente la pianta per esaurimento delle scorte, è tuttora alla base di numerose ricette tradizionali, ed ha la denominazione di “prodotto tipico di qualità” al quale sono dedicati persino siti internet.

Sulla scia degli emigranti, il gofio è giunto in America dove si può trovare anche nei supermercati di Miami. Come in tutte le società, antiche o moderne, non poteva mancare il cosi detto “culto dei morti”.

I Guanci imbalsamavano i loro morti, difatti sono state rinvenute molte mummie completamente disidratate, dal peso non superiore ai 3 o 4 kg. due grotte quasi inaccessibili aperte in una parete rocciosa verticale vicino alla costa e a 5 km da Santa Cruz di Tenerife conterrebbero ancora resti ossei.

Esistevano diverse procedure di imbalsamazione, a Tenerife e Gran Canaria il cadavere era semplicemente svuotato degli organi interni, lasciato essiccare al sole e avvolto in pelli di capra o di pecora, mentre su altre isole si faceva uso di un prodotto resinoso per conservare il corpo, che in seguito veniva collocato in una caverna di difficile accesso, o sepolto sotto un tumulo.

Il lavoro d’imbalsamazione era riservato ad una classe particolare, donne per le donne e uomini per gli uomini. L’imbalsamazione non sembra fosse praticata sistematicamente, e non mancano esempi di cadaveri semplicemente collocati in grotte o inumati.

Alla Palma i vecchi se lo desideravano, venivano abbandonati per lasciarli morire da soli, dopo aver dato i loro addii a parenti e amici, venivano condotti in una caverna sepolcrale con solo una scodella di latte. Non si conosce molto sulle religioni dei Guanci.

Essi professavano una credenza generalizzata in un essere supremo, denominato Achamán, a Tenerife, Acoran a Gran Canaria, Eraoranhan a El Hierro e Abora a La Palma, le donne di El Hierro adoravano una dea di nome Moneiba. Tradizionalmente, gli dei e le dee vivevano sulle cime delle montagne da cui discendevano per ascoltare le preghiere dei fedeli. Nelle altre isole, gli abitanti veneravano il Sole, la Luna, la Terra e le stelle. Naturalmente era presente anche la credenza in esseri demoniaci.

Il demone di Tenerife si chiamava Guayota e viveva in cima al vulcano Teide, che era l’inferno, chiamato Echeyde. In tempi difficili, i Guanci conducevano le loro greggi in pascoli consacrati, dove gli agnelli venivano separati dalle madri nella speranza che i loro belati lamentosi attirassero la pietà del Grande Spirito.

Durante le feste religiose venivano sospese tutte le guerre e perfino tutte le controversie personali. Magec (il Sole), il che probabilmente sta all’origine del termine dispregiativo “mago” con cui i coloni castigliani chiamavano gli agricoltori di origine guance dopo la conquista, dal momento che essi, si rivolgevano a Magec per ottenere buoni raccolti.

Adoravano anche Achamán (sinonimo di celeste), una divinità buona che, con la sua benevolenza, assicurava una buona fortuna. Esistevano numerose divinità di minore importanza e altre entità spirituali, come spiriti degli antenati, demoni e geni. La dea madre era Chaxiraxi.

A El Hierro vi erano due buone divinità principali: Eraorahan (un dio) e Moneiba (una dea). In tempi di calamità si rivolgevano ad Aranfaybo, una divinità maligna, dalla quale invocavano misericordia. Alla Gomera adoravano Orahan, un dio creatore, e Hirguan, una divinità malefica con aspetto di uomo con la coda.

Nell’isola de La Palma credevano in Abora, divinità solare, e in una divinità maligna, con le sembianze di una cane peloso. Deponevano anche offerte su di una roccia chiamata Idafe, perché non cadesse e non provocasse, con ciò, la fine del mondo.

A Gran Canaria la divinità suprema era denominata Acoran, ma esistevano numerose divinità di minore importanza e altre entità spirituali, come spiriti degli antenati, demoni e geni.

A Fuerteventura adoravano il monte Tindaya, dove deponevano offerte. In questa montagna si incontrano numerose pitture rupestri.

Termino il mio articolo facendo una piccola osservazione; i tempi cambiano, le persone cambiano, il mondo si trasforma ma alla fine in tutte le società si possono sempre trovare gli stessi valori, le stesse cose alle quali diamo importanza, confidando le nostre preghiere ed i nostri segreti a Dei che si chiamano con i nomi più diversi e proteggendoci da quelli malvagi, proprio come facevamo i nostri cari “Antichi Guanci”.

 (wikipedia.org) Diego Lorenzoni.

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