Trovare lavoro nelle Canarie

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Vivi Tenerife
– Continua a non essere facile, vero?

Giovanni Comoli – Decisamente è difficile.

VT – Per via della crisi?

 

GC – Si parla tanto di questa crisi come se si trattasse di una situazione passeggera. Io la considero un ridimensionamento.

VT – Cosa intende?

GC – Ogni volta che un consumatore compra un prodotto o un servizio sta premiando la ditta che glielo fornisce e castigando quella che ha scartato. Milioni e milioni di atti d’acquisto determinano il mercato. Le aziende devono adeguarsi al desiderio del consumatore e imitare le imprese che hanno successo se vogliono sopravvivere.

VT – Ovviamente il consumatore compra da chi fornisce il miglior prezzo…!

GC – Questo è vero! Dobbiamo però ammettere che la sua capacità di giudizio è spesso manipolata dalle grandi aziende e dalla disinformazione pubblicitaria. Non sempre alla fine compra il meglio per sé…!

VT – Questo però cosa centra con le Canarie?

GC – Essendo quest’arcipelago delimitato dall’oceano, la sua evoluzione permette di capire meglio il nostro mondo attuale. Se lei apre la pagina web dell’Istituto Nazionale Spagnolo di Statistica (www.ine.es) e si mette a indagare nei dati del settore alberghiero, che poi è la prima voce del PIL canario, troverà numeri molto significativi.

VT – Cioè, cosa dovrei trovare?

GC – Che dal 2003 a oggi il numero di turisti ospitati negli hotel è aumentato di quasi il 60%, mentre i dipendenti del settore solo del 40%.

VT – Cosa significa questo?

GC – Visto che nel settore dell’accoglienza non si può automatizzare quasi nulla, la forbice fra le due statistiche indica che le imprese hanno dovuto richiedere ai loro lavoratori maggiori sforzi per mantenere bassi i costi e le tariffe. Dieci anni fa gli hotel avevano un numero di dipendenti molto più alto per sostituire quelli assenti per malattia, aspettative, permessi e diritti di ogni genere. Oggi il consumatore non è più disponibile a pagare questi privilegi e favorisce le imprese capaci di diminuirne il carico. Del resto le tariffe degli hotel sono quasi uguali a quelle di dieci anni fa. Per questo motivo parlo di ridimensionamento: lo stesso lavoro deve essere eseguito da un numero inferiore di persone.

VT – Detto così sembra crudele!

GC – È vero ma questo è il paradosso dei nostri tempi perché il consumatore è nello stesso tempo anche un lavoratore. Si trova quindi a soffrire per avere perso dei diritti, ma è lui stesso a determinare le scelte aziendali: vola con compagnie low cost, compra prodotti fatti nei Paesi asiatici o scarica da Internet programmi e film senza licenza.

VT – Lei ritiene quindi che siamo colpevoli della situazione?

GC – Non dico questo, solo che il mondo attuale, che ci piaccia o meno, funziona così. Bisogna quindi saperlo accettare e adattarcisi. Forse è ora che le persone smettano di ricercare un datore di lavoro ma utilizzino quell’energia per ricercare clienti.

VT – Immagina un mondo dove siamo tutti Partite Iva?

GC – Che c’è di male? La flessibilità dei consumatori obbliga le ditte ad essere piccole, agili e pronte al cambio. In questa situazione non c’è più posto per contratti indefiniti e diritti acquisiti. Dovremo tutti accettare un po’ di rischio. Il Governo Spagnolo ha messo in piedi da tempo alcune sovvenzioni per tutti i disoccupati che decidono di fare il passo. Chi saprà approfittarne?

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