Un 2018 a Tenerife… un pensiero, un grazie e una riflessione

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Un 2018 a Tenerife

Cari amici, cari lettori,

eccoci di nuovo qui, a formulare pensieri di fine anno, in quella che è diventata una piacevole consuetudine. Posso dire un’altra volta, che il tempo vola? Me lo concedete? Questo nostro periodico continua a crescere insieme a voi, e si appresta a compiere un altro anno.

Un anno in cui ViviTenerife ha deciso di diversificare i propri canali di distribuzione, per essere reperibile, a pagamento, anche dove non lo era prima: negli aeroporti, nelle edicole, nei centri commerciali, assieme alla stampa estera, dove è giusto che sia. Una scelta che si è rivelata vincente, considerate le reazioni positive che abbiamo ricevuto in merito. Un sostegno arrivato spesso da persone che non ho ancora avuto modo di conoscere. Sono quelle e-mail che ricevo da nomi sconosciuti, quei saluti che arrivano da volti estranei, sorrisi per strada, che fanno un gran bene. Danno un’ulteriore carica, oltre a quella che ricevo quotidianamente da chi mi conosce, stima e apprezza.

E a loro voglio esprimere gratitudine: sappiate che quei sorrisi e quelle parole me li porto a casa. E, nell’arco della giornata, mi soffermo a pensare, immaginando che ognuno di quei sorrisi sia portatore di esperienze positive, di progetti che a Tenerife hanno potuto realizzare. So che non sempre è così. Crescono i numeri della nostra comunità, ma aumentano purtroppo anche le storie di chi, invece, non ce la fa. Cresce quindi la consapevolezza che Tenerife non è un’isola facile.

Non è un’isola felice e il paradiso per alcuni diventa irraggiungibile. Nei progetti di sostegno ai bambini in età scolare, a cui ho modo di partecipare, vedo ormai un numero preoccupante di bambini italiani, figli di famiglie che si trovano in stato di necessità. Credo che per loro il paradiso sia diventato inferno.

Non voglio spezzare i sogni di quanti si apprestano a venire, ma, ancora una volta, mi sento in dovere di avvertire: Tenerife ha ancora molto da offrire, ma bisogna prima conoscerla bene. Non basta l’entusiasmo, non bastano i sogni. Bisogna capire profondamente l’isola, studiare le persone che la abitano, bisogna soprattutto sapersi adattare, con umiltà e determinazione, affinché i vostri sogni si avverino.

Da me, dalla redazione e da tutti i collaboratori, un grazie lungo un anno a tutti voi, che continuate a stare con noi. Buon Natale e buon Anno, cari Italiani: ViviTenerife è con voi, ovunque.

Cordialmente,

Antonina Giacobbe

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