Un’dea per noi residenti a Tenerife, a  Natale ti regalo un bidet! 

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Un’dea per noi residenti a Tenerife, a  Natale ti regalo un bidet! 

Non è facile trattare senza un poco di ironia l’argomento, ma pare si stia giungendo a una svolta epocale circa uno speciale accessorio che non manca mai nei bagni italiani e la cui mancanza, invece, in giro per il mondo, è per noi da decenni motivo di disagio. A Tenerife i proprietari di case in vendita e gli agenti immobiliari sanno bene che l’argomento va trattato con tatto e possibilmente con l’acquirente già sul posto, se italiano, per confessargli a quel punto che: “No, non c’è il bidet, MA eventualmente c’è il posto per installarlo…”.

Eventualmente? Forse non ci siamo capiti: si tratterà non eventualmente, ma certamente di fracassare le piastrelle affinché, maledizione, il bidet stia là dove per tutta la vita lo abbiamo visto e soprattutto usato: di lato o di fronte al wc. Chiuso l’argomento. Se invece l’appartamento che troviamo è in affitto e ci piace, con un sospiro dovremo quasi certamente accettare la cosa, anche se cercheremo immediatamente di immaginare qualche stratagemma possibile per fare arrivare una doccetta dal lavandino al water, ad esempio, perché no: noi Italiani quelle salviettine umidificate non le digeriremo mai.

Il comico Enrico Montesano, a proposito di quanto fosse in uso il bidet in Italia e ben poco all’estero, imitava – almeno 45 anni fa – un’attempata nobildonna inglese che, estasiata, parlava con la sua pronuncia anglosassone degli Italiani: “Che popolo meraviglioso! Gli Italiani sono tutti così artisti e così sensibili alla musica che in ogni stanza da bagno hanno una deliziosa piccola vasca per lavare il violino!”.
Noi si rideva, ma intanto sapevamo che all’estero buttava male, come sperimentai in prima persona quando sfidando le leggi della Fisica allagai il bagno di un residence n Francia. E allora che riscossa sia, perché che la BBC ha recentemente definito il bidet “un simbolo universale della supremazia igienica italiana”! Applauso, hurrà! Forse ci siamo?

Ci sono voluti decenni, ma parrebbe di sì perché sarà prestissimo in circolazione un’invenzione americana: il bidet “da borsetta”. O da valigia, o da abitazioni che non l’hanno e nemmeno hanno lo spazio per installarlo. Una cosa deve però venir precisata: sarà l’emergenza ecologica a fare ciò che la necessità igienica non è riuscita a fare che in pochi stati nel mondo, perché l’uso della carta igienica e delle salviette umidificate in sostituzione del bidet comporta danni ambientali incredibili.

Solo gli Americani, infatti, consumano 36,5 miliardi di rotoli di carta igienica all’anno, questione che si traduce in circa 15 milioni di alberi abbattuti. Immaginiamo ora quanta parte del mondo faccia uso di carta igienica e poi di salviette detergenti e capiremo quale disboscamento sia necessario solo a fare andare al bagno noi umani. Una follia che poca acqua risolverebbe…
Così Zack Levinson, americano, con la sua invenzione – venduta alla “Sonny” e realizzata dalla “Box Clever”, azienda leader nel mondo del design industriale – spera di ridurre al minimo, se non proprio di azzerare, l’uso della carta igienica.

La sua invenzione è composta da un tubo di alluminio anodizzato di 22 centimetri di altezza per 4 di larghezza che si ricarica con semplice acqua e molto facilmente. Funziona con una normale batteria e con una ricarica si può utilizzare circa 20 volte. Il piccolo apparecchio sarà, pare, rivoluzionario e offrirà una nebulizzazione spray che durerà, a scelta, tra i 25 e i 40 secondi. Levinson ha dichiarato: “Se smettiamo di usare sacchetti di plastica nei supermercati, se sostituiamo gli asciugamani di carta con asciugamani che soffiano aria e se scriviamo su quaderni di carta riciclata, perché mai continuiamo a usare salviette igieniche e umide in carta?”. Non lo chieda a noi Italiani, signor Levinson…

Noi residenti a Tenerife sappiamo tuttavia che nei bagni dei locali pubblici si chiede sempre cortesemente, tramite un cartello, di buttare la carta nei cestini appositi e non nello scarico del wc. Sappiamo che la richiesta è dovuta non solo al facile intasamento dei sanitari, ma anche al contenimento dell’inquinamento delle acque di scarico. Il progetto americano ha già interessato 8.500 investitori e le prime spedizioni partiranno, è previsto, già il prossimo dicembre al prezzo di 90 dollari: una cifra che negli USA è ritenuta accessibile considerando, oltre l’utilità dell’oggetto in sé e al risparmio a breve termine, anche il favore che si farà all’ambiente.

Per concludere, una nota storica e una divertente. La nota storica è che naturalmente il bidet è invenzione francese e che il primo riferimento scritto risale al 1726. Nella seconda metà del Settecento poi la Regina di Napoli, Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, volle un bidet nel suo bagno personale alla Reggia di Caserta, ignorando fosse ritenuto «strumento di lavoro da meretricio», cosa che pare all’origine della sua scarsa diffusione.
La nota divertente è invece che il nome
bidet (“bidetto” anticamente in Italia) in francese indica anche il pony e l’omonimia è dovuta alla somiglianza della posizione che si assume durante l’utilizzo del bidet con quella della cavalcata del pony!

Esattamente: quella cosa che usiamo quasi solo noi italiani, ha un nome francese perché non l’abbiamo inventata noi, ma un francese, appunto, che esportò il suo prodotto in Italia su ordinazione di Maria Carolina d’Asburgo Lorena che ne volle uno nel suo bagno alla Reggia di Caserta.

Cinzia Panzettini

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