L'Ospedale Insular di Lanzarote è al centro di una crescente preoccupazione dopo le denunce di sindacati e associazioni civiche che segnalano gravi carenze strutturali e organizzative nella struttura sanitaria dell'isola. Nelle ultime ore, rappresentanti sindacali del personale sanitario hanno reso pubbliche diverse problematiche che affliggono l'ospedale, dipingendo un quadro che desta seria preoccupazione per la tenuta del sistema sanitario insulare.
Le criticità riguardano innanzitutto gli organici, sottodimensionati rispetto al carico di lavoro effettivo. Il personale medico e infermieristico lamenta turni estenuanti, con particolare sofferenza nei reparti di emergenza e nelle specialità più richieste. La difficoltà di attrarre professionisti sanitari a Lanzarote, complice l'isolamento geografico e il costo della vita sull'isola, rende quasi impossibile coprire tutte le posizioni necessarie. Molti medici specialisti preferiscono lavorare nelle strutture delle isole maggiori o sulla terraferma, dove le opportunità professionali e le condizioni di vita sono percepite come migliori.
Le infrastrutture rappresentano un altro nodo critico. L'ospedale necessita di interventi di ammodernamento e manutenzione straordinaria, con attrezzature mediche in alcuni casi obsolete o insufficienti per garantire standard diagnostici e terapeutici all'altezza. Sale operatorie che richiedono aggiornamenti tecnologici, reparti con strutture datate e spazi inadeguati alle esigenze moderne della medicina contribuiscono a rendere più difficile il lavoro del personale e meno efficace l'assistenza ai pazienti.
Sul fronte organizzativo, le liste d'attesa per visite specialistiche e interventi chirurgici non urgenti hanno raggiunto tempi che superano ampiamente gli standard previsti dalla normativa regionale. Pazienti che necessitano di consulti specialistici devono spesso attendere mesi, con tutto ciò che questo comporta in termini di aggravamento delle condizioni cliniche e sofferenza personale. In alcuni casi, chi può permetterselo è costretto a rivolgersi a strutture private o a spostarsi verso altre isole, generando costi aggiuntivi e disagi notevoli.
La situazione di Lanzarote non è un caso isolato, ma rappresenta un campanello d'allarme per l'intero sistema sanitario insulare delle Canarie. Le isole minori soffrono particolarmente la distanza dai grandi centri ospedalieri e la difficoltà di garantire tutti i servizi specialistici in loco. Quando un paziente necessita di cure altamente specializzate non disponibili a Lanzarote, deve essere trasferito verso Tenerife o Gran Canaria, con tutte le complessità logistiche che questo comporta, specialmente in situazioni di emergenza.
La pressione demografica, unita all'incremento dei flussi turistici, ha aumentato significativamente la domanda di servizi sanitari. Lanzarote ha visto crescere la sua popolazione residente negli ultimi anni, mentre il numero di visitatori ha raggiunto cifre record. Questo crea picchi di richiesta sanitaria durante l'alta stagione, quando l'ospedale deve assistere non solo i residenti ma anche migliaia di turisti che possono necessitare di cure mediche, dagli incidenti stradali alle emergenze cardiologiche, dalle intossicazioni alimentari agli infortuni sportivi.
I sindacati e le organizzazioni sociali hanno presentato alle autorità sanitarie regionali richieste precise. Chiedono innanzitutto garanzie sulla continuità dei servizi essenziali, che devono rimanere operativi ventiquattro ore su ventiquattro con personale adeguato, specialmente per quanto riguarda l'emergenza-urgenza. Sul fronte delle risorse umane, sollecitano un miglioramento sostanziale delle condizioni di lavoro, con assunzioni stabili che permettano di pianificare il futuro e programmi di formazione continua per mantenere aggiornate le competenze di medici e infermieri.
Ma la richiesta principale riguarda gli investimenti pubblici. Serve uno stanziamento straordinario di fondi per ammodernare le strutture, acquistare nuove attrezzature diagnostiche e terapeutiche e ampliare gli organici in modo strutturale. Non bastano più soluzioni tampone o promesse generiche: servono impegni concreti con cronoprogrammi e risorse certe.
Le strutture sanitarie insulari devono affrontare sfide uniche nel panorama della sanità pubblica. L'isolamento geografico rende più complessi e costosi i trasferimenti d'emergenza verso centri specializzati, mentre i costi operativi sono generalmente più elevati rispetto alla terraferma per tutto ciò che riguarda l'approvvigionamento di materiali, farmaci e attrezzature. Hospiten, gruppo privato presente anche a Lanzarote, integra l'offerta sanitaria pubblica, ma gli attivisti sottolineano l'importanza fondamentale di garantire un servizio pubblico universale di qualità, accessibile a tutti indipendentemente dalle condizioni economiche.
Gli esperti di sanità pubblica suggeriscono diverse strategie per affrontare la crisi. La telemedicina potrebbe giocare un ruolo importante, collegando l'ospedale di Lanzarote con centri specialistici maggiori per consulenze a distanza e second opinion. Incentivi economici significativi potrebbero rendere più attrattive le posizioni sanitarie sull'isola, mentre una pianificazione integrata tra settore turistico e sanitario permetterebbe di prevedere e gestire meglio i picchi di domanda stagionali.
La situazione dell'Ospedale Insular di Lanzarote richiede interventi immediati ma anche una visione strategica a lungo termine. La crescita economica dell'isola non può avvenire a scapito della salute dei suoi abitanti e visitatori, e la sanità pubblica deve tornare ad essere una priorità assoluta nell'agenda politica dell'arcipelago.

