Prima di tutto una precisazione d'obbligo: quanto segue arriva da documenti interni citati da testate giornalistiche, in particolare The Information, e non è stato confermato da Meta. Detto questo, il quadro che emerge da più fonti indipendenti, tra cui Forkast News e The American Bazaar, è coerente e merita attenzione.
Il progetto si chiama Hatch e punterebbe a trasformare Meta da piattaforma social a fornitore di agenti digitali autonomi, capaci di muoversi dentro ambienti web complessi come DoorDash, Etsy, Reddit, Yelp e Microsoft Outlook. A differenza dei chatbot tradizionali, pensati per rispondere a domande, Hatch dovrebbe eseguire compiti per conto dell'utente: prenotare un tavolo, confrontare prodotti, tracciare una consegna, riassumere email e appuntamenti in calendario, sempre previa autorizzazione dell'utente stesso.
Il lancio, secondo quanto riportato da American Bazaar, sarebbe previsto nelle prossime settimane, con l'assistente che opererebbe come interfaccia conversazionale dentro Instagram e WhatsApp. Gli utenti descriverebbero il compito da svolgere e concederebbero permessi specifici di accesso al proprio account, un meccanismo che apre subito interrogativi non banali su come Meta gestirà i dati raccolti, dove verranno conservati e chi avrà accesso alle azioni compiute in autonomia dall'agente.
Sul fronte del modello che alimenterà Hatch, entrambe le fonti concordano su un nome in codice, Watermelon, che secondo documenti interni avrebbe raggiunto una parità di prestazioni con GPT-5.5 nei benchmark interni di Meta, utilizzando circa dieci volte la potenza di calcolo del suo predecessore, Muse Spark. Va sottolineato che si tratta di affermazioni interne, non verificate da terze parti, e che il lancio del modello sarebbe comunque atteso non prima di ottobre.
Il capitolo economico è forse quello più interessante. Sempre secondo i documenti citati da Forkast, Meta starebbe valutando un abbonamento premium fino a 199,99 dollari al mese per gli utenti che vogliono sfruttare Hatch in modo intensivo, una cifra molto più alta rispetto ai livelli Meta One Plus e Premium già testati in mercati come Singapore e Guatemala. Il collegamento con il mondo business è già attivo: dal 1° agosto il WhatsApp Business Agent fa pagare 2 dollari per milione di token, l'equivalente approssimativo di 4-5 centesimi per uno scambio tipico.
C'è anche un dettaglio che rende la vicenda più interessante dal punto di vista tecnico: Hatch sarebbe ispirato a OpenClaw, uno strumento agentico open source diventato virale nel novembre 2025 e sviluppato da Peter Steinberger. L'ironia sta nel fatto che Meta ne aveva vietato l'uso interno nel febbraio 2026 per motivi di sicurezza, poco prima che lo stesso Steinberger lasciasse l'azienda per approdare a OpenAI.
Il razionale strategico è stato illustrato dallo stesso Mark Zuckerberg durante la trimestrale del 29 luglio, quando ha delineato una strategia su tre fronti: mantenere i sistemi pubblicitari e di raccomandazione già esistenti, far crescere gli agenti e le API per il mondo business, e distribuire agenti consumer ai 3,5 miliardi di utenti della piattaforma. Zuckerberg ha difeso l'investimento previsto tra 125 e 145 miliardi di dollari in spese in conto capitale per il 2026 dicendo che sarebbe stato sciocco vendere tutta la capacità di calcolo per un profitto di breve termine.
Resta da vedere se un prezzo così alto, quasi 200 dollari al mese, troverà davvero domanda tra i consumatori, e se Meta riuscirà a convincere gli utenti a fidarsi di un agente che agisce per loro conto dentro app che già custodiscono conversazioni private e dati finanziari. Finché Meta stessa non conferma i dettagli, però, tutto questo resta un ritratto costruito da fonti giornalistiche su documenti interni, non un annuncio ufficiale, e va trattato con la cautela che merita.
Nel frattempo Meta continua a testare in modo più limitato agenti di terze parti dentro WhatsApp, un passaggio che secondo Forkast prepara il terreno proprio a Hatch. È un approccio incrementale che l'azienda ha già usato in passato con altre funzioni, testandole prima su mercati più piccoli prima di un rilascio su scala globale.

