L'Aquila capitale italiana della Cultura 2026: rinascita e futuro

Scritto il 09/01/2026
da Redazione

Il 17 gennaio 2026 segna l'inizio ufficiale di un anno straordinario per L'Aquila: la città abruzzese inaugura il suo mandato di Capitale Italiana della Cultura, un riconoscimento che arriva 17 anni dopo il devastante terremoto del 2009 e rappresenta un momento cruciale nel percorso di rinascita non solo materiale, ma soprattutto culturale e sociale della città e del territorio circostante.

Un territorio, mille capitali

Il progetto vincitore, intitolato "L'Aquila. Città Multiverso", si distingue per un approccio innovativo: non una singola città protagonista, ma un modello policentrico che coinvolge tutti i 56 comuni del cratere sismico, inclusa la città di Rieti. Come ha dichiarato il sindaco Pierluigi Biondi: "Non una città, ma un territorio. Non una capitale, ma mille capitali: luoghi, istituzioni, paesi e soprattutto mille capitali umani."

L'investimento complessivo per il 2026 supera i 16 milioni di euro, destinati a programmazione culturale, esposizioni, produzioni artistiche, attività diffuse sul territorio e progetti di rigenerazione urbana. Un milione di euro proviene dal contributo statale per il titolo di Capitale della Cultura, mentre il resto è frutto di investimenti regionali, comunali e della collaborazione pubblico-privato.

300 eventi in 300 giorni

Il programma di L'Aquila 2026 è articolato su oltre 300 eventi distribuiti lungo tutto l'anno, evitando concentrazioni stagionali e garantendo una presenza culturale costante. Il palinsesto copre l'intero panorama dell'espressione artistica: cinema, teatro, musica, arti visive, danza, performance contemporanee, letteratura e molto altro.

Il progetto si sviluppa lungo cinque filoni tematici che esplorano la complessità culturale e ambientale del territorio: Multiculturalità, Multidisciplinarietà, Multitemporalità, Multiriproducibilità e Multinaturalità. Questi assi seguono le linee guida della Nuova Agenda Europea della Cultura: coesione sociale, creatività e innovazione, salute pubblica e benessere, sostenibilità socio-ambientale.

Gli eventi principali

Febbraio 2026: ItARTS – Back to L'Aquila

Il Festival internazionale di arti contemporanee ItARTS conclude il suo viaggio mondiale tornando a L'Aquila. Il programma include:

• 14 febbraio: "Donne all'Opera", spettacolo musicale all'Auditorium del Parco "Renzo Piano"

• 18 febbraio: "Shared, The Performance", performance artistica contemporanea

• 19-22 febbraio: "Shared, The Installation" a Palazzo ONMI

Autunno 2026: Fabio Mauri al MAXXI

Una grande mostra dedicata a Fabio Mauri (1926-2009), curata da Maurizio Cattelan e Marta Papini, celebra il centenario della nascita dell'artista. La retrospettiva si concentra sulle opere realizzate durante i vent'anni (1979-1999) in cui Mauri fu docente di Estetica della Sperimentazione all'Accademia di Belle Arti dell'Aquila, valorizzando il legame profondo tra l'artista, la città e i suoi abitanti.

Giugno-Dicembre 2026: Architettura e Urbanistica in Abruzzo

Una grande esposizione storico-archivistica a Palazzo ONMI, realizzata in collaborazione con il MAXXI L'Aquila, ricostruisce lo sviluppo urbano regionale nel periodo 1930-1960 attraverso archivi, fotografie storiche e committenze fotografiche contemporanee.

Eventi identitari potenziati

Nel 2026 tornano anche gli eventi storici della città con una programmazione arricchita: la Perdonanza Celestiniana (riconosciuta Patrimonio UNESCO), I Cantieri dell'Immaginario, Jazz Italiano per le Terre del Sisma e il Festival delle Città del Medioevo.

La restituzione dei luoghi della cultura

Il 2026 coincide con la restituzione alla città di spazi culturali simbolici, 17 anni dopo il sisma:

  • Teatro Comunale: riapre a fine anno e ospiterà l'evento conclusivo con una grande opera lirica del Teatro Stabile d'Abruzzo
  • Museo Nazionale d'Abruzzo: tornato nel Castello Cinquecentesco
  • Teatro San Filippo: nuovamente fruibile per spettacoli e performance

Cultura come infrastruttura primaria

Il coordinatore scientifico della candidatura, Pier Luigi Sacco, professore di Economia Biocomportamentale dell'Università di Chieti-Pescara, ha sottolineato un aspetto fondamentale: "La cultura è un'infrastruttura primaria per le aree interne, capace di produrre impatti misurabili su benessere, salute, coesione sociale e attrattività territoriale."

Con L'Aquila 2026, prosegue Sacco, "mostreremo come la costante esposizione della Capitale alla cultura durante l'anno produca effetti concreti, non solo sulla salute mentale, ma anche su quella fisica". Si tratta di un approccio innovativo che va oltre la concezione tradizionale di Capitale della Cultura come sequenza di eventi, proponendo invece un modello in cui la cultura diventa motore strutturale di sviluppo e benessere.

Un modello per le aree interne

Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha definito il 2026 "l'occasione per mostrare all'Italia e all'Europa una città che oggi si presenta come laboratorio vivo di rigenerazione culturale". L'Aquila, con il suo progetto policentrico che coinvolge decine di comuni montani e aree interne, propone un modello replicabile per altri territori marginali italiani ed europei.

Non a caso, tra i progetti in cantiere c'è un gemellaggio con Bourges, città francese delle aree interne di dimensioni simili a L'Aquila e Capitale Europea della Cultura 2028. L'obiettivo è creare un ecosistema di collaborazione permanente tra territori che condividono sfide comuni.

Protagonisti di livello internazionale

A dare forma al programma contribuiscono figure di primo piano della cultura italiana e internazionale, coinvolte in progetti, residenze artistiche e performance:

Salvatore Accardo, Nicola Piovani, Michelangelo Pistoletto, Liu Bolin, Maurizio Cattelan, Simone Cristicchi, Simona Molinari, Amara, Viola Graziosi, Giorgio Pasotti, Leonardo De Amicis, Fabrizio Mancinelli e Pietrangelo Buttafuoco. Non si tratta di semplici eventi-vetrina, ma di innesti stabili all'interno di un progetto pensato per dialogare in modo duraturo con il territorio e la sua comunità.

Le parole della giuria

Al momento dell'assegnazione del titolo, la giuria presieduta da Davide Maria Desario ha motivato la scelta con queste parole: "Il dossier propone un modello di valorizzazione del territorio e del patrimonio culturale, artistico e naturale. Mira al recupero dell'identità, puntando sulla cultura intesa come volano per la crescita e come elemento fondante di una comunità. Il progetto coinvolge un numero rilevante di realtà, creando un forte collante con i territori circostanti. Apprezzata l'attenzione ai giovani che non saranno solo fruitori ma attori."

Oltre il 2026: un'eredità duratura

L'ambizione de L'Aquila 2026 va oltre i dodici mesi del titolo. Come ha sottolineato il ministro della Cultura Alessandro Giuli: "Quando viene conferito un titolo molto importante significa che si trasforma un dato di fatto in stato di diritto. L'Aquila è capitale della cultura da molto tempo."

Il progetto punta a costruire un'eredità permanente: nuove produzioni artistiche, accrescimento di competenze diffuse, spazi rigenerati, reti di collaborazione territoriale che continueranno a generare valore anche dopo il 2026. La cultura non come eccezione ma come normalità, non come evento ma come infrastruttura stabile per il futuro del territorio.

 

 

Fonti

• Sito ufficiale L'Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 - laquila2026.it

• Comune dell'Aquila - Presentazione programma Capitale italiana della Cultura 2026

• laquilablog.it - L'Aquila Capitale italiana della Cultura 2026: guida a eventi e programma

• Il Capoluogo - L'Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, eventi d'eccellenza

• Ministero della Cultura - capitalidellacultura.cultura.gov.it - L'Aquila 2026

• LO_SPECIALE - Presentato il programma ufficiale: identità, territori e oltre 300 eventi

• Life In Abruzzo - L'Aquila Capital of Culture 2026: Events & Festivals Guide