Le Isole Canarie si preparano a un 2026 strategico per la mobilità elettrica, consolidando il proprio ruolo di laboratorio per la transizione energetica europea. L'arcipelago combina vantaggi fiscali unici, energia rinnovabile al 100% su alcune isole e una rete di colonnine in espansione, attirando turisti e residenti attenti alla sostenibilità.
Esenzione IVA e incentivi: il regime fiscale canario
Le Canarie godono di un regime fiscale speciale (REF) che sostituisce l'IVA spagnola del 21% con l'IGIC (Impuesto General Indirecto Canario) al 7%. Per i veicoli elettrici, l'esenzione è totale: nessuna tassazione indiretta sull'acquisto. Questa misura, confermata per il 2026 dal Plan Auto+ spagnolo che stanzia 400 milioni di euro per incentivi nazionali, rende l'arcipelago il mercato più conveniente d'Europa per le BEV.
I principali noleggiatori locali come CICAR e TopCar hanno ampliato le flotte elettriche con modelli BMW i3 e Fiat 500 Electric (autonomia 300-320 km), offrendo tariffe competitive grazie ai minori costi operativi. Le politiche di restituzione flessibili consentono di riconsegnare l'auto con carica ridotta rispetto al ritiro, eliminando stress e costi extra. Per i residenti, l'esenzione del bollo auto per 10 anni (valida fino al 2026 per nuove immatricolazioni) e la riduzione del 75% nelle città principali completano il pacchetto di incentivi.
Infrastrutture di ricarica: la rete 2026
Le Canarie stanno colmando il gap infrastrutturale rispetto alla Spagna continentale. Se nel 2024 la rete pubblica contava circa 150 punti di ricarica concentrati su Tenerife e Gran Canaria, il governo regionale ha investito 300 milioni di euro (fondi Plan Auto+ 2026) per installare colonnine rapide (DC) lungo le arterie turistiche e nei centri commerciali.
Le isole maggiori (Tenerife, Gran Canaria, Lanzarote, Fuerteventura) dispongono di stazioni Fast Charge (50-150 kW) nei principali aeroporti e lungo le autostrade TF-1 e GC-1, con tempi di ricarica dell'80% della batteria in 15-25 minuti. Le isole minori (La Palma, La Gomera, El Hierro) puntano su wallbox residenziali e punti AC presso hotel e ristoranti, sfruttando dimensioni ridotte (massimo 50 km di percorrenza) e produzione energetica rinnovabile.
El Hierro rappresenta il caso pilota: dal 2014 l'isola è alimentata al 100% da eolico-idrico (centrale Gorona del Viento), e dal progetto sperimentale di conversione del parco auto locale con sistema di battery swap – quattro ex-distributori convertiti in stazioni di scambio batterie per 12 dollari/settimana – è emerso come modello replicabile per comunità insulari.
Turismo sostenibile e noleggio auto elettriche
Il turismo rappresenta oltre il 35% del PIL canario (17,8 milioni di visitatori nel 2024), e la mobilità elettrica si sta affermando come valore aggiunto per viaggiatori consapevoli. I principali operatori – CICAR, TopCar, Record go Mobility – offrono veicoli elettrici e ibridi plug-in con app dedicate per localizzare colonnine, prezzi trasparenti (da 14€/giorno per una compatta elettrica) e chilometraggio illimitato.
Le mappe collaborative di associazioni di utenti EV (disponibili su Google Maps) segnalano oltre 200 punti di ricarica pubblici e privati, con dettagli su potenza, tipo di connettore (Tipo 2 e CCS Combo 2 standard europei) e disponibilità in tempo reale. Gli hotel stanno installando wallbox per ospiti, sfruttando contributi regionali fino all'80% dei costi (bandi aperti fino a dicembre 2026).
La geografia insulare favorisce l'adozione: il Parco Nazionale del Teide (Tenerife) dista 60 km dall'aeroporto Sud, le spiagge di Corralejo (Fuerteventura) 35 km dall'aeroporto, distanze compatibili con un'unica ricarica notturna. Le strade gratuite (nessun pedaggio autostradale) e il costo della ricarica domestica (0,18€/kWh contro 0,25€/kWh in Spagna continentale grazie alla produzione rinnovabile locale) rendono il noleggio elettrico economicamente competitivo.
Sfide e prospettive 2026
Le criticità restano evidenti: l'Italia ha superato 70.000 punti di ricarica pubblici (Motus-E, gennaio 2026) contro i circa 300 stimati per l'intero arcipelago canario. La distribuzione irregolare penalizza isole minori e zone rurali, mentre l'alta stagione turistica (agosto, Natale, Pasqua) sovraccarica le stazioni esistenti.
Il piano del governo regionale prevede 500 nuovi punti entro fine 2026, con priorità ai corridoi TEN-T europei che attraversano Tenerife e Gran Canaria (requisito AFIR: una stazione da 150 kW ogni 60 km). L'integrazione con il sistema Plug & Charge (autenticazione automatica senza app) e la standardizzazione delle tariffe (attualmente da 0,45€ a 0,79€/kWh per DC) sono obiettivi dichiarati per migliorare l'esperienza utente.
Il modello canario dimostra che piccole comunità insulari possono accelerare la transizione combinando vantaggi fiscali, energia rinnovabile locale e investimenti mirati. Se la Spagna raggiunge il 9% di quota mercato EV nel 2025 (contro il 6,2% dell'Italia), le Canarie puntano al 15% nel 2026, sfruttando il traino turistico e la leva del regime REF. Il successo dipenderà dalla capacità di mantenere competitivi i prezzi di ricarica pubblica e di estendere la rete alle isole minori, evitando che la transizione green resti privilegio di pochi.

