Dazi USA Corte Suprema Trump: la guerra commerciale rimescola il commercio globale

Scritto il 25/02/2026
da Redazione

Una decisione storica della Corte Suprema degli Stati Uniti ha riaperto il dibattito globale sulla politica commerciale americana. Con un verdetto 6-3, emesso il 20 febbraio 2026 nel caso Learning Resources Inc. v. Trump, la Corte ha stabilito che il presidente non aveva l’autorità legale per imporre dazi di portata così ampia ricorrendo all’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), una legge del 1977 pensata per emergenze nazionali e non per interventi strutturali sul commercio.

La sentenza ha smantellato la principale base giuridica della strategia tariffaria dell’amministrazione Trump. La reazione politica è stata immediata: prima un ordine esecutivo che introduceva dazi del 10% su tutte le importazioni globali, poi l’annuncio, il giorno successivo, dell’innalzamento al 15%. Questa volta il fondamento legale è la Sezione 122 del Trade Act del 1974, che consente al presidente di applicare dazi temporanei fino al 15% in caso di squilibri della bilancia dei pagamenti. Senza il via libera del Congresso, tuttavia, le tariffe decadono dopo 150 giorni.

I mercati finanziari hanno reagito con forte volatilità. Il Dow Jones Industrial Average ha perso 821,91 punti (-1,66%), chiudendo a 48.804,06. Il rendimento del Treasury decennale è sceso, mentre l’oro ha continuato a scambiare intorno ai 5.150 dollari l’oncia. Sul piano geopolitico, l’Unione Europea ha sospeso il voto sulla ratifica dell’accordo commerciale con Washington, mentre il Giappone ha chiesto garanzie formali sul trattamento tariffario.

Sul fronte legale, oltre mille aziende importatrici hanno avviato ricorsi per ottenere il rimborso dei dazi versati sotto il regime IEEPA, per un ammontare stimato di oltre 133 miliardi di dollari incassati dal Tesoro USA fino a dicembre 2025. Secondo analisti legali citati da Reuters, le procedure di rimborso potrebbero richiedere anni, penalizzando soprattutto le piccole imprese.