Incentivi per auto elettriche nelle Canarie: misure reali, infrastrutture e limiti della transizione

Scritto il 11/03/2026
da Redazione

La mobilità elettrica nelle Canarie non è soltanto un obiettivo ambientale generale: è una politica concreta tradotta in bandi, fondi e procedure ufficiali. La fonte più importante qui è la Sede electrónica del Gobierno de Canarias, che nella scheda del programma MOVES III 2025 distingue con chiarezza due linee di intervento: la prima per l’acquisto di veicoli elettrici plug-in e a pila di combustibile, la seconda per l’installazione di infrastrutture di ricarica. La stessa scheda precisa che le colonnine finanziabili possono essere sia pubbliche sia private, e possono riguardare abitazioni, condomìni, aziende, parcheggi pubblici, hotel, università, ospedali, strade urbane e rete viaria. 

Sul piano delle risorse, il Gobierno de Canarias ha comunicato il 1° agosto 2025 che la dotazione del MOVES III 2025 nell’arcipelago ammonta a 18.342.808 euro. Nello stesso comunicato, il Governo regionale specifica che il programma consente contributi fino a 7.000 euro per alcuni veicoli elettrici e fino a 5.000 euro per determinati interventi legati alla ricarica. Il dato è importante perché sposta il discorso dal piano delle intenzioni a quello delle misure concretamente disponibili per cittadini, imprese e amministrazioni. 

Un altro elemento utile arriva dall’Observatorio de la Energía de Canarias, che nell’ottobre 2025 ha riferito che risultava già presentato quasi il 60% delle richieste rispetto al budget disponibile. Nella stessa nota l’Osservatorio, che è un canale istituzionale del Governo delle Canarie dedicato ai temi energetici, riporta anche il dettaglio della ripartizione: circa 12,1 milioni di euro destinati all’acquisto di veicoli e circa 5,1 milioni per la ricarica. Questo non prova da solo il successo definitivo della mobilità elettrica, ma dimostra che la domanda di accesso agli incentivi è reale e rilevante. 

Il quadro si rafforza ulteriormente grazie alla scheda procedurale della Sede electrónica del Gobierno de Canarias, che segnala anche un ampliamento del credito disponibile per il programma. È un dettaglio amministrativo importante: indica che la politica pubblica non si limita a lanciare un bando, ma prova ad adattarsi alla domanda e alla necessità di sostenere più richieste. In territori insulari, dove la mobilità quotidiana può essere più prevedibile e spesso basata su percorrenze medie relativamente contenute, questo tipo di incentivo può avere un impatto particolarmente interessante. 

Naturalmente, per capire davvero la portata della misura bisogna guardare anche all’infrastruttura. Il programma canario non finanzia soltanto l’acquisto del veicolo, ma insiste molto sullo sviluppo della rete di ricarica. È un passaggio essenziale: senza colonnine sufficienti, accessibili e distribuite bene, l’incentivo all’acquisto rischia di essere molto meno efficace. Il fatto che il Governo delle Canarie includa esplicitamente hotel, centri commerciali, ospedali, imprese, comunità di proprietari e rete stradale mostra che l’obiettivo non è solo aumentare il numero di auto elettriche, ma costruire un ecosistema minimo che renda possibile usarle con continuità. 

Su scala nazionale, anche il Ministerio para la Transición Ecológica y el Reto Demográfico ha rafforzato nel 2025 gli strumenti per la mobilità elettrica. Ad aprile 2025 il Ministero ha annunciato il mapa REVE, una piattaforma con informazioni dinamiche sulla disponibilità e sui prezzi dei punti di ricarica pubblici, insieme a un pacchetto di misure di semplificazione e impulso alla ricarica. Questa cornice nazionale è rilevante anche per le Canarie, perché collega gli incentivi regionali a una strategia più ampia di diffusione dell’infrastruttura e di riduzione degli ostacoli pratici per chi sceglie un veicolo elettrico. 

Detto questo, è importante non esagerare. Le fonti ufficiali confermano chiaramente l’esistenza di incentivi robusti e di un sostegno concreto alle colonnine, ma non autorizzano a dire che la transizione della mobilità nelle Canarie sia già compiuta. La formulazione più corretta è questa: le Canarie stanno costruendo un ambiente più favorevole alla mobilità elettrica, soprattutto grazie a sussidi all’acquisto e al rafforzamento della ricarica, ma il successo reale dipenderà dalla capillarità dell’infrastruttura, dai tempi amministrativi e dall’effettivo uso quotidiano dei veicoli elettrici

Perciò, dal punto di vista analitico, il caso canario è interessante non tanto perché “ha già risolto” la mobilità sostenibile, quanto perché mostra una politica pubblica ben riconoscibile: incentivo economico, ampliamento della rete di ricarica, collegamento con la strategia energetica regionale e attenzione a un territorio insulare dove ridurre emissioni e dipendenza dai combustibili fossili può avere effetti ambientali e logistici particolarmente rilevanti.