Nomadi digitali alle Canarie: fiscalità, visti e vantaggi di lavorare da remoto nell’arcipelago

Scritto il 17/03/2026
da Redazione

 

Negli ultimi anni le Isole Canarie si sono affermate come una delle destinazioni europee più attrattive per i nomadi digitali. Sempre più professionisti del settore tecnologico, della consulenza, del marketing e della creatività scelgono infatti di trasferirsi temporaneamente o stabilmente nell’arcipelago spagnolo, approfittando di una combinazione di fattori difficilmente replicabile altrove: un clima favorevole tutto l’anno, una buona qualità della vita, infrastrutture digitali adeguate e, soprattutto, un sistema fiscale particolarmente interessante.

 

Le Canarie, pur essendo parte della Spagna e dell’Unione Europea, godono infatti di un regime economico e fiscale speciale che le rende più competitive rispetto ad altre regioni europee, a questo si aggiungono le nuove politiche spagnole dedicate ai lavoratori da remoto, introdotte negli ultimi anni per attrarre talenti internazionali.

Perché sempre più nomadi digitali scelgono le Canarie

Le Canarie sono diventate un punto di riferimento per il lavoro da remoto anche grazie a caratteristiche strutturali che favoriscono uno stile di vita flessibile e internazionale. L’arcipelago gode di un clima mite durante tutto l’anno, con temperature medie intorno ai 20-22 gradi, elemento che rende possibile vivere e lavorare all’aperto in molte stagioni.

Accanto al clima, negli ultimi anni si è sviluppata una vera e propria comunità internazionale di lavoratori da remoto. In città come Las Palmas de Gran Canaria, Santa Cruz de Tenerife o Costa Adeje sono nati numerosi spazi di coworking, hub tecnologici e comunità professionali che facilitano la creazione di reti professionali e collaborazioni internazionali.

Anche il costo della vita contribuisce alla diffusione del fenomeno. Sebbene alcune zone turistiche siano diventate più costose negli ultimi anni, vivere alle Canarie rimane generalmente meno oneroso rispetto a grandi città europee come Londra, Berlino o Parigi. Questo permette a molti professionisti di mantenere un buon equilibrio tra reddito e qualità della vita.

Infine, la posizione geografica delle isole rappresenta un vantaggio importante: pur essendo situate nell’Atlantico, le Canarie sono ben collegate con il resto dell’Europa grazie a numerosi voli diretti verso le principali città del continente.

Il visto per nomadi digitali in Spagna

Un fattore determinante per la crescita di questo fenomeno è stata l’introduzione, nel 2023, del visto per nomadi digitaliprevisto dalla legge spagnola sulle startup. Questo permesso di soggiorno consente ai professionisti stranieri di vivere in Spagna continuando a lavorare per aziende o clienti situati all’estero.

Il visto è pensato principalmente per lavoratori qualificati che svolgono attività online. Può essere richiesto da freelance, consulenti o dipendenti di aziende internazionali, purché la maggior parte del reddito provenga da attività svolte fuori dalla Spagna.

Dal punto di vista pratico, il programma permette inizialmente di soggiornare nel Paese per circa un anno, con la possibilità di trasformare il permesso in una residenza più lunga – fino a tre anni – rinnovabile successivamente.

Per ottenere il visto è generalmente necessario dimostrare alcuni requisiti. Tra questi rientra la prova di un’attività professionale stabile svolta da remoto, un livello minimo di reddito sufficiente a mantenersi durante la permanenza nel Paese, un’assicurazione sanitaria valida e una documentazione che dimostri esperienza professionale o qualifiche adeguate.

Questo sistema ha reso la Spagna – e in particolare le Canarie – una destinazione molto più accessibile per i lavoratori internazionali.

Il ruolo della fiscalità: uno dei principali motivi del trasferimento

Oltre alla qualità della vita, uno dei motivi principali che spinge molti nomadi digitali verso la Spagna è la possibilità di accedere a regimi fiscali agevolati. In particolare, alcuni lavoratori stranieri possono beneficiare del cosiddetto regime degli impatriati, spesso chiamato informalmente “Beckham Law”.

Questo regime consente, in determinate condizioni, di essere tassati come non residenti per un periodo limitato di tempo. In pratica, i redditi fino a una certa soglia possono essere tassati con un’aliquota ridotta del 24%, significativamente più bassa rispetto alla tassazione ordinaria prevista per i residenti spagnoli con redditi elevati.

L’agevolazione può essere applicata per diversi anni e rappresenta uno strumento utilizzato dal governo spagnolo per attrarre professionisti altamente qualificati, manager e lavoratori internazionali.

Va comunque sottolineato che la situazione fiscale dipende sempre dalla residenza fiscale effettiva. In molti casi, trascorrere più di 183 giorni all’anno nel Paese comporta l’obbligo di dichiarare i redditi in Spagna. Per questo motivo, chi decide di trasferirsi come nomade digitale dovrebbe sempre pianificare attentamente la propria situazione fiscale, spesso con l’assistenza di un consulente specializzato.

Il regime fiscale speciale delle Canarie

A rendere l’arcipelago ancora più interessante dal punto di vista economico è il Régimen Económico y Fiscal de Canarias (REF), un sistema fiscale speciale creato per compensare l’isolamento geografico delle isole e stimolare lo sviluppo economico locale.

Uno degli aspetti più evidenti di questo regime riguarda la tassazione sui consumi. Nelle Canarie non si applica l’IVA spagnola standard, che nel resto del Paese è pari al 21%. Al suo posto esiste un’imposta locale chiamata IGIC (Impuesto General Indirecto Canario), la cui aliquota standard è del 7%. Questa differenza rende molti beni e servizi più economici rispetto alla Spagna continentale.

Un altro elemento particolarmente interessante riguarda le imprese. Attraverso la Zona Especial Canaria (ZEC), alcune aziende possono beneficiare di una tassazione societaria molto ridotta. Le imprese che soddisfano determinati requisiti – tra cui la creazione di posti di lavoro locali e l’avvio di attività economiche nel territorio – possono accedere a un’aliquota sull’imposta societaria pari al 4%, molto inferiore rispetto alla tassazione standard del 25% applicata nel resto della Spagna.

Questo incentivo ha attirato negli ultimi anni numerose società internazionali, in particolare nei settori tecnologici e digitali, contribuendo alla crescita di un ecosistema di startup e imprese innovative nell’arcipelago.

Il costo della vita e la qualità della vita

Per molti nomadi digitali, il trasferimento alle Canarie rappresenta anche una scelta legata allo stile di vita. Il costo degli affitti, pur variando a seconda delle zone, rimane generalmente più accessibile rispetto ad altri centri europei. In molte città è possibile trovare appartamenti di piccole dimensioni a prezzi relativamente contenuti, mentre gli spazi di coworking hanno costi spesso inferiori rispetto a quelli delle grandi capitali europee.

Oltre agli aspetti economici, molti lavoratori da remoto apprezzano la possibilità di conciliare lavoro e tempo libero. La vicinanza all’oceano, la presenza di numerose attività sportive all’aperto e un ritmo di vita generalmente meno frenetico contribuiscono a rendere l’arcipelago particolarmente attrattivo.

Le difficoltà da considerare

Nonostante i numerosi vantaggi, vivere come nomade digitale alle Canarie comporta anche alcune difficoltà. Le procedure burocratiche per ottenere la residenza o il numero di identificazione per stranieri (NIE) possono richiedere tempo, e il sistema fiscale internazionale può risultare complesso per chi lavora con clienti in diversi Paesi.

Inoltre, in alcune aree molto turistiche la crescente presenza di lavoratori internazionali e turisti ha reso più difficile trovare alloggi a lungo termine a prezzi accessibili.

Un laboratorio europeo per il lavoro remoto

Nonostante queste criticità, le Canarie stanno cercando di posizionarsi sempre più come hub europeo per nomadi digitali e imprese tecnologiche. Le autorità locali stanno investendo in programmi di attrazione di talenti, incubatori di startup e infrastrutture digitali per rafforzare l’ecosistema dell’innovazione.

La combinazione tra qualità della vita, vantaggi fiscali e accesso al mercato europeo rende l’arcipelago uno dei luoghi più interessanti per chi lavora da remoto. Per molti professionisti del digitale, trasferirsi alle Canarie non rappresenta più soltanto una scelta personale o uno stile di vita, ma una vera strategia professionale che permette di lavorare globalmente mantenendo un equilibrio tra carriera e benessere personale.