Negli ultimi tre anni le Isole Canarie hanno vissuto una spirale di rincari locativi che ha messo a dura prova le famiglie insulari. Secondo i dati pubblicati dall’Istituto Canario di Statistica (ISTAT) a dicembre 2025, il prezzo medio dell’affitto di un bilocale è salito del 23 percento rispetto al 2022, passando da 560 euro a 690 euro al mese. La stessa fonte indica che il tasso di occupazione abitativa è sceso dal 95 % al 88 %, segno di un crescente deficit di alloggi disponibili.
Il fenomeno è strettamente legato all’ex‑boom turistico che ha caratterizzato il periodo 2023‑2025. Il Ministero del Turismo ha rilevato un aumento del 15 % dei visitatori provenienti da Germania, Regno Unito e Scandinavia, spinti dal clima mite e dalle agevolazioni fiscali. Molti investitori hanno trasformato abitazioni tradizionali in appartamenti destinati a turismo seasonale, riducendo l’offerta per i residenti. L’Unione Europea, tramite il programma “Housing Europe”, ha evidenziato che le regioni insulari spagnole hanno il più alto rapporto tra turismo e disponibilità di alloggi a lungo termine in Europa.
Il governo spagnolo, con il “Piano Nazionale per la Casa 2024‑2030”, prevede un incremento dell’edilizia residenziale del 20 % entro il 2030, ma le autorità locali hanno segnalato ritardi burocratici e carenza di terreno edificabile. Il Consiglio delle Isole, nella sua ultima sessione (marzo 2026), ha discusso l’introduzione di un tetto massimo al 10 % sul valore medio degli affitti per le zone più critiche, una misura ispirata al modello di Barcellona ma ancora da approvare.
Le conseguenze sono molteplici. Le famiglie a basso reddito, che rappresentano il 30 % della popolazione insulare, vedono una riduzione del loro potere d’acquisto dovuta all’aumento dei costi abitativi, con un impatto diretto sulla spesa per beni di prima necessità. Secondo il rapporto del Banco de España (febbraio 2026), la percentuale di reddito destinata all’affitto è passata dal 30 % al 38 % tra le famiglie con un reddito medio‑basso. Inoltre, la carenza di alloggi ha spinto molti giovani a lasciare le isole in cerca di opportunità nel continente, accentuando il fenomeno della “fuga dei cervelli”.
Quali scenari possiamo prevedere per il prossimo futuro? Se le autorità decideranno di implementare il controllo degli affitti entro la fine del 2026, gli esperti dell’Università di La Laguna stimano una possibile stabilizzazione dei prezzi entro il 2028, con una riduzione media del 7 % rispetto ai livelli attuali. Tuttavia, la stessa ricerca avverte che la mera imposizione di un tetto senza un corrispondente aumento dell’offerta abitativa rischia di creare un mercato nero, con contratti informali e ulteriori disparità.
Un’alternativa più sostenibile sarebbe incentivare la riqualificazione di edifici dismessi e la costruzione di nuove unità abitative a prezzi accessibili tramite fondi europei e partnership pubblico‑privato. Il Programma “Next Generation EU” ha destinato 150 milioni di euro al settore abitativo delle isole, ma fino a oggi solo il 35 % è stato erogato a causa di ritardi nella presentazione dei progetti. Una più rapida attuazione potrebbe aumentare di 12 .000 le unità abitative entro il 2027, riducendo la pressione sul mercato locativo.
Nel frattempo, le organizzazioni non governative come “Habitat Canario” hanno avviato campagne di sensibilizzazione e assistenza legale per gli inquilini sfrattati, mentre le municipalità di Tenerife e Gran Canaria hanno istituito sportelli dedicati al monitoraggio degli affitti abusivi. Queste iniziative, se secolte, possono mitigare le tensioni sociali e fornire un primo soccorso alle famiglie più colpite.
In sintesi, l’aumento degli affitti nelle Canarie è il risultato di un’intersezione tra domanda turistica, scarsità di offerta e ritardi nella politica abitativa. Le decisioni che verranno prese nei prossimi mesi – sia a livello nazionale che locale – determineranno se la regione potrà invertire la tendenza o se la crisi si consoliderà, con ripercussioni sulla demografia, sull’economia e sulla qualità della vita degli isolani.

