Mobilità internazionale e impatto ambientale nelle Canarie

Scritto il 10/06/2026
da Redazione

Il 2026 segna un punto di svolta per il rapporto tra mobilità internazionale e ambiente nell’arcipelago. I dati dell’Instituto Canario de Estadística (ISTAC) pubblicati a febbraio mostrano che gli arrivi totali di passeggeri aerei alle tre isole principali (Tenerife, Gran Canaria e Lanzarote) hanno superato i 23 milioni, un aumento del 12 % rispetto al 2022. Parallelamente, il Ministero dell’Ambiente spagnolo, nel suo bilancio “Emissioni di CO₂ nel settore dei trasporti” (edizione 2025), segnala che le emissioni attribuibili al traffico aereo verso le Canarie ammontano a 1,8 milioni di tonnellate, pari al 3,5 % del totale nazionale del settore.

Le autorità regionali hanno già attuato una serie di misure per mitigare questo impatto. Il progetto “Canary Green Skies”, avviato nell’estate 2024, prevede la sostituzione di 30 % della flotta di aerei che servono le isole con unità a biocarburante certificato entro il 2029. Il Ministero dei Trasporti, nella sua relazione semestrale del 2025, indica che le compagnie aeree spagnole hanno già sperimentato il bio‑jet “Sustainable Aviation Fuel” (SAF) su cinque rotte chiave, ottenendo una riduzione media delle emissioni del 15 % per volo.

Un’altra leva è la promozione della mobilità marittima a basse emissioni. Il Consiglio Insulare ha approvato, a marzo 2026, il finanziamento di €120 milioni per la modernizzazione della flotta di traghetti interinsulari, introducendo 12 navi elettriche con capacità di 1.200 passeggeri ciascuna. Secondo il rapporto dell’Autorità Portuale delle Canarie, questi nuovi mezzi dovrebbero ridurre le emissioni di CO₂ del 40 % rispetto alle imbarcazioni tradizionali entro il 2028.

Il settore turistico, tuttavia, rimane una delle principali fonti di pressione. L’Osservatorio del Turismo Sostenibile (OST), nell’analisi del 2025, stima che il 23 % dei viaggiatori internazionali arrivi alle isole con bagagli voluminosi e con un consumo medio di energia a bordo superiore del 20 % rispetto alla media europea. Per rispondere, la Camera di Commercio di Tenerife ha lanciato una campagna “Viaggia Leggero”, incentivando l’uso di bagagli di dimensioni ridotte mediante sconti del 10 % sui biglietti aerei per chi rispetta limiti di peso stabiliti.

Quali scenari si prospettano per i prossimi cinque anni? Gli studiosi del Centro di Ricerca Ambientale di La Laguna, citati nella seduta parlamentare di giugno 2026, ipotizzano tre possibili evoluzioni. Nel caso ottimista, l’adozione massiva di SAF e di navi elettriche potrebbe portare a una diminuzione del 25 % delle emissioni di CO₂ legate al trasporto verso le Canarie entro il 2031, mantenendo la crescita dei flussi turistici al 5 % annuo. Nel caso intermedio, la parziale attuazione delle politiche ambientali porterebbe a una riduzione del 12 % delle emissioni entro il 2030, ma con un moderato rallentamento del turismo di 1‑2 % annuo per via delle restrizioni più severe sui bagagli. Infine, nello scenario di “stallo”, l’insufficiente investimento in tecnologie a basse emissioni e la crescita incontrollata del traffico aereo potrebbero far salire le emissioni del 8 % entro il 2029, spingendo l’Unione Europea a imporre tariffe carbon‑border più onerose sulle rotte insulari.

La mobilità internazionale è al centro di una sfida ambientale senza precedenti per le Canarie. Le misure già intraprese – bio‑fuel, navi elettriche, campagne di sensibilizzazione – mostrano una volontà politica di ridurre l’impronta ecologica, ma il futuro dipenderà dalla capacità di allineare sviluppo turistico e innovazione tecnologica con obiettivi di sostenibilità certificati a livello comunitario.