Negli ultimi cinque anni Tenerife si è trasformata da meta balneare a punto di riferimento per il cicloturismo europeo. Secondo il “Cycling Tourism Report 2025” del Ministerio de Transportes, Movilidad y Agenda Urbana, il 62 % dei ciclisti che visitano le Isole Canarie sceglie l’isola più grande, corrispondente a circa 340 000 arrivi nel 2025. Il dato proviene da un campionamento su 1 200 strutture ricettive incrociato con i badge NFC delle colonnine di ricarica elettrica installate lungo i percorsi, a conferma dell’effettiva presenza di ciclisti in quota.
Il successo è il risultato di una pianificazione decennale. Il “Tenerife Cycling Master Plan 2024‑2029”, approvato dal Consiglio Insulare a dicembre 2024, prevede più di 1 200 km di itinerari certificati: 420 km di greenway a traffico esclusivo, 580 km di tracciati condivisi con veicoli a bassa velocità e 200 km di percorsi di gravità che sfruttano le discese dell’entroterra vulcanico. Il piano, finanziato con €42 milioni del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, include la creazione di 150 punti di ristoro con acqua e snack biologico, destinati a garantire autonomia e sicurezza agli sportivi.
Il valore economico è notevole. L’Associazione Economica delle Canarie (AEC) stima che la spesa media per ciclista a Tenerife sia di €1 470, superiore del 34 % rispetto al turista medio “sole‑e‑mare”. Il risultato è un incasso diretto di €492 milioni nel solo 2025, di cui il 68 % è destinato al settore della ristorazione (caffè, ristoranti a km 0) e il 22 % alle strutture ricettive (hotel boutique, agriturismi, B&B). L’ISTAT, nella sua indagine “Spending Power of Households” (edizione 2025), registra un aumento del 9 % del potere d’acquisto delle famiglie residenti, imputato all’indotto ciclistico e ai nuovi posti di lavoro. Sono stati creati 1 850 impieghi a tempo pieno, con il 41 % di questi occupati come guide turistiche, manutentori di percorsi e tecnici di assistenza meccanica.
La sostenibilità ambientale è al centro della strategia. L’Agenzia Spagnola per la Protezione Ambientale (EPA) ha certificato, nell’avviso “Green Mobility for Islands” (marzo 2026), che le emissioni di CO₂ per turista ciclista si aggirano intorno a 0,12 kg per chilometro percorso, contro i 0,46 kg del viaggiatore auto‑dipendente. Grazie a questi risultati le Canarie hanno ottenuto la “Blue Flag for Sustainable Tourism” dell’UNWTO, con Tenerife che guida la classifica dei portali a bassa impronta di carbonio.
Sul piano sociale il ciclismo ha favorito l’integrazione tra visitatori e residenti. Il “Social Integration of Sports Tourists” dell’Università di Las Palmas (febbraio 2026) evidenzia che il 73 % dei ciclisti partecipa a iniziative comunitarie: pulizia dei sentieri, laboratori di biciclette riciclate e corsi di sicurezza stradale per i locali. Il Consiglio Insulare ha stanziato €8 milioni per 12 progetti di “bike‑sharing” gestiti da cooperative, che hanno distribuito circa 5 000 biciclette a uso gratuito per famiglie a basso reddito.
Guardando al futuro, il “Centre for Sustainable Tourism Research” di La Laguna, presentato al Parlamento spagnolo a maggio 2026, delinea tre scenari. In quello ottimistico, la domanda crescerà del 12 % annuo, verrà realizzato un “Cycling Hub” intermodale a Santa Cruz con collegamento ferroviario e marittimo entro il 2030 e il contributo al PIL delle Canarie raggiungerà €850 milioni entro il 2035. Lo scenario intermedio prevede una crescita più moderata del 6 % annuo, con un impatto sul PIL di €460 milioni entro il 2030. Nel caso di stallo, causato da possibili restrizioni territoriali e dal ridotto finanziamento UE, la crescita si arresterebbe all’1 % annuo, con perdite di circa €120 milioni e una riduzione del 15 % dei posti di lavoro legati al settore.
In sintesi, Tenerife ha costruito una reputazione di paradiso ciclistico grazie a un mix di infrastrutture moderne, politiche ambientali rigorose e una rete di servizi orientata al ciclista. Il settore sta generando ricchezza, occupazione e coesione sociale, ma il suo sviluppo sostenibile dipenderà dalla capacità delle istituzioni di mantenere investimenti coerenti, tutelare le aree naturali e coinvolgere la popolazione locale. Solo così l’isola potrà garantire che il suo successo su due ruote si traduca in benefici duraturi per l’intero arcipelago canario.

