Balene, delfini e aspettative dei turisti: uno studio dell'Università di La Laguna misura la sostenibilità del whale watching alle Canarie

Scritto il 10/07/2026
da Redazione

Dietro le foto da cartolina di balene e delfini che accompagnano ogni estate la promozione turistica delle Canarie, si nasconde un settore in rapida crescita che pone interrogativi concreti su gestione, sostenibilità e benessere animale. Un nuovo studio guidato da un team multidisciplinare dell'Università di La Laguna (ULL) — Claudia Hurtado, Raquel de la Cruz, David Domínguez, Álvaro Herrera, Sara Vicente e Patricia Arranz — e pubblicato sulla rivista scientifica PLOS ONE ha analizzato per la prima volta in modo comparato le aspettative e il livello di soddisfazione dei visitatori in tre destinazioni: Tenerife, El Hierro e São Miguel, nelle Azzorre.

La ricerca, finanziata dall'Agenzia Canaria per la Ricerca, l'Innovazione e la Società dell'Informazione nell'ambito del progetto START-BLUE — dedicato allo sviluppo del turismo blu nelle aree della Rete Natura 2000 — ha raccolto dati sul campo intervistando i partecipanti alle uscite in mare prima e dopo l'avvistamento, per confrontare aspettative e percezione reale dell'esperienza.

I risultati mostrano differenze marcate tra le destinazioni. A Tenerife e São Miguel prevalgono visitatori con aspettative generaliste, interessati a vedere qualsiasi specie e con una forte richiesta di contatto ravvicinato con gli animali (62% a Tenerife, 67,6% a São Miguel). El Hierro si distingue invece per un pubblico più specializzato, spesso interessato anche ad altre attività di turismo marino come le immersioni (23,5% dei rispondenti) e con una conoscenza pregressa più approfondita delle specie presenti, in particolare degli zifii, cetacei rari legati proprio a quest'isola.

Il dato più interessante riguarda la soddisfazione: a Tenerife e São Miguel, dove gli incontri con i cetacei sono frequenti, oltre il 95% degli intervistati si è dichiarato soddisfatto. A El Hierro, dove gli avvistamenti sono meno frequenti, la soddisfazione scende al 78,6%, nonostante l'offerta più diversificata di attività complementari.

Lo studio evidenzia inoltre come la dimensione delle imbarcazioni influisca sull'esperienza: le barche piccole offrono un'esperienza più personalizzata e attirano un pubblico orientato alla conservazione e all'apprendimento, mentre le grandi imbarcazioni concentrano visitatori con aspettative più generiche e un forte desiderio di prossimità fisica, fattore che può aumentare la pressione sulle popolazioni di cetacei.

Tra le raccomandazioni degli autori: gestire meglio le aspettative attraverso un'informazione preventiva chiara e una buona interpretazione a bordo, rafforzare l'educazione ambientale durante le uscite e garantire il rispetto delle normative di avvicinamento agli animali. Le Aree Marine Protette, sottolinea lo studio, si confermano il contesto ideale per sviluppare un modello di ecoturismo basato sulla collaborazione tra scienza, operatori e amministrazioni. Alla ricerca hanno collaborato attivamente diverse compagnie del settore, tra cui Buceo El Bajón, Whale Watch Tenerife, Atlantic Eco Experience, Bonadea II, Maxicat, Blue Dream Sailing e Futurismo Azores Adventures.

Per chi visita le Canarie in questi mesi e sceglie un'uscita in barca per osservare balene e delfini, lo studio suggerisce un criterio semplice: informarsi prima sull'operatore, privilegiare imbarcazioni piccole e a bassa capacità e considerare che un mancato avvistamento, in un'area marina protetta, è spesso il segno che le regole di tutela funzionano.