Un rapporto dell'Osservatorio dei Diritti Sociali delle Canarie (ODESOCAN), diffuso a fine giugno, mette nero su bianco quello che residenti e associazioni denunciano da anni: l'accesso alla casa alle Canarie è diventato, per larghe fasce della popolazione, quasi impossibile. Il documento analizza il periodo 2013-2026 incrociando dati su affitto, compravendita, case vacanza, grandi proprietari e vivienda protegida (l'equivalente canario dell'edilizia popolare).
Il dato più eclatante riguarda gli affitti: il prezzo di offerta è salito del 143% in tredici anni, passando da 6,40 euro al metro quadro al mese nel 2013 a 15,56 euro nel 2026 — quasi il doppio dell'incremento medio spagnolo, fermo all'83,5%. Le Canarie risultano così la terza comunità autonoma dove l'affitto è cresciuto di più in termini relativi, dietro solo a Baleari e Comunità Valenciana. Per un appartamento medio di 70 metri quadri, che costa circa 1.089 euro al mese, un under-25 con reddito medio dovrebbe destinare l'89% del proprio stipendio all'affitto, secondo i dati dell'Istituto Nazionale di Statistica spagnolo.
La pressione turistica aggrava ulteriormente lo squilibrio: mentre ad Arico l'affitto si attesta sui 7,7 euro al metro quadro, a San Bartolomé de Tirajana sale a 22 euro, e a Tías, a Lanzarote, tocca il massimo assoluto di 23,3 euro. Tra i comuni più cari figurano anche Mogán, Yaiza, Teguise, La Oliva, Pájara, Adeje e Arona — tutte destinazioni turistiche di primo piano. A complicare il quadro c'è il peso dell'affitto temporaneo, che a giugno 2026 rappresentava il 44,9% degli annunci pubblicati nell'arcipelago (con punte del 60% a Lanzarote), e delle case vacanza registrate: 73.077 in tutto l'arcipelago, pari a circa il 7% del patrimonio abitativo, cioè una casa su quattordici. Tenerife ne concentra il 42%, con comuni come Yaiza dove le abitazioni turistiche arrivano a coprire il 57,6% del totale.
Anche comprare casa è sempre più fuori portata: il prezzo di vendita è salito del 139% dal 2013 (da 1.359 a 3.253 euro al metro quadro), e un appartamento tipo di 90 metri quadri costa oggi circa 292.752 euro. Con un salario mediano canario di 19.804 euro l'anno, servirebbero 14,8 anni di stipendio integrale per acquistarlo. A questo si aggiunge la concentrazione della proprietà nelle mani dei cosiddetti "grandi tenedores" (proprietari di oltre dieci immobili), che detengono l'8,2% del patrimonio residenziale canario — quasi il doppio della media nazionale — e il peso della compravendita straniera, pari al 23,12% delle transazioni nell'ultimo trimestre del 2025, contro il 13,52% della media spagnola.
Sul fronte degli sfratti, il rapporto registra 1.426 lanzamientos nel 2025 (39.302 in tutto il periodo 2013-2025): un dato in calo del 67% rispetto al 2013, ma con un profilo cambiato, dato che il 79,2% degli sfratti odierni è dovuto a morosità nell'affitto, non più al mutuo. Di fronte a questo scenario, la vivienda protegida resta il tallone d'Achille delle politiche abitative canarie: solo 476 abitazioni protette completate tra il 2015 e il 2024 (circa 53 l'anno, con cinque anni a quota zero), appena lo 0,55% del totale nazionale nonostante le Canarie rappresentino il 4,7% della popolazione spagnola. La legislatura attuale ha finora consegnato 248 alloggi pubblici su una cartera complessiva di 4.031, di cui quasi duemila ancora in costruzione. Nel frattempo, resta attivo il Bono Alquiler Joven, fino a 250 euro al mese per due anni per chi ha tra 18 e 35 anni — una misura tampone, secondo gli osservatori, di fronte a quella che il rapporto definisce senza mezzi termini una crisi strutturale di accesso alla casa.

