Il Governo delle Canarie e l'Associazione dei Comuni Turistici (AMTC) hanno aderito all'iniziativa "Turismo que suma", promossa dall'associazione Exceltur, con l'obiettivo dichiarato di migliorare la percezione sociale del turismo tra i cittadini dell'arcipelago. Il progetto si è concretizzato con il lancio, lo scorso 3 luglio a Madrid, della campagna "Aquí se vive" ("Qui si vive"), attiva fino alla fine del 2026, pensata soprattutto per i visitatori: l'obiettivo è ricordare che le destinazioni turistiche sono anche — prima di tutto — luoghi dove le persone vivono, lavorano e costruiscono la propria quotidianità.
La campagna punta a valorizzare la convivenza tra residenti e turisti, dando voce anche ai lavoratori del settore turistico, spesso i grandi assenti nel dibattito pubblico su overtourism e saturazione. Attraverso un linguaggio pensato per essere accessibile e una presenza rafforzata sui social media, l'iniziativa intende diffondere anche dati sull'impatto economico e sociale del turismo, in un momento in cui il malcontento verso il modello turistico attuale è tornato a farsi sentire in diverse zone dell'arcipelago.
In parallelo, la Consejería di Turismo ed Employment ha lanciato la campagna "Quédate con lo que te emociona" ("Resta con ciò che ti emoziona"), attiva dal 1° luglio al 15 agosto, che invita i residenti canari a riscoprire le proprie isole durante l'estate, con l'obiettivo dichiarato di sostenere l'economia locale anche attraverso i consumi interni. La Consejería ha destinato 6,5 milioni di euro a un'agenda di eventi ed attività rivolta sia ai turisti sia ai residenti, di cui 6 milioni per soggetti privati e 500.000 euro per enti pubblici.
Non tutti, però, guardano a queste iniziative con lo stesso ottimismo. Alcune testate, come eldiario.es, hanno criticato apertamente l'operazione "Turismo que suma", sostenendo che il governo canario si sia unito a un'iniziativa imprenditoriale pensata per "migliorare la percezione sociale del turismo" senza però analizzare a fondo le cause reali del malcontento diffuso tra i residenti — tra queste, l'aumento vertiginoso dei prezzi degli affitti, la pressione sulle infrastrutture e la percezione di una crescita turistica che avvantaggia soprattutto gli operatori del settore più che la popolazione locale.
Il governo regionale, dal canto suo, ha parlato di un vero e proprio "patto di pace sociale" per garantire la convivenza tra turismo e cittadinanza, un'espressione che segnala quanto il tema sia percepito come politicamente sensibile in questa fase. Le istituzioni canarie insistono sul fatto che il turismo resta il principale motore economico dell'arcipelago e che iniziative come questa mirano a riequilibrare il rapporto tra benefici economici diffusi e disagi percepiti dai residenti, senza tuttavia — secondo i critici — intervenire sulle leve strutturali del problema, come la regolamentazione degli affitti turistici o i limiti alla capacità di carico delle isole più sotto pressione.
Il dibattito, insomma, resta aperto. "Aquí se vive" rappresenta un tentativo di comunicazione e sensibilizzazione, ma la vera prova del modello turistico canario si giocherà nei prossimi mesi, quando si vedrà se alle parole seguiranno anche misure concrete capaci di incidere sulle cause profonde della tensione tra turismo e residenti.

