Il Piano d'Azione di Economia Circolare 2024-2026 delle Isole Canarie, promosso dalla Consejería di Transizione Ecologica ed Energia del Governo canario, punta a raggiungere il 60% di esecuzione entro la fine del 2026, con le misure restanti già in fase di sviluppo. Un traguardo intermedio importante per una strategia che punta a trasformare il modello economico dell'arcipelago rendendolo più resiliente, innovativo e meno dipendente dall'estrazione continua di nuove risorse.
Tra i risultati già raggiunti figurano la costituzione degli organi di governance del piano, la creazione dell'Ufficio Tecnico di Economia Circolare, lo sviluppo di strumenti per gli appalti pubblici circolari — che permettono cioè alla pubblica amministrazione di privilegiare fornitori e prodotti a basso impatto ambientale — e una serie di studi tecnici e giuridici specializzati. Sul fronte più operativo, sono in corso iniziative legate all'ecodesign dei prodotti, alla valorizzazione dei rifiuti, alla gestione dei bio-rifiuti (la frazione organica) e persino allo sviluppo di combustibili sostenibili per l'aviazione (SAF), un ambito particolarmente rilevante per un arcipelago la cui connettività aerea è vitale per l'economia turistica.
L'obiettivo dichiarato dalla Consejería non è solo ambientale: il piano punta esplicitamente a generare nuove opportunità imprenditoriali legate al riuso e al riciclo dei materiali, a ottimizzare l'uso delle risorse disponibili sul territorio insulare — dove tutto ciò che non viene prodotto localmente arriva via mare — e a ridurre la quantità di rifiuti generati, un tema di particolare urgenza per isole con superfici limitate per le discariche. Il lavoro di questi mesi si basa sulla collaborazione tra amministrazioni pubbliche, imprese e agenti sociali, e i tecnici incaricati della strategia stanno già definendo in parallelo le linee guida per il periodo 2027-2029, segno che l'economia circolare canaria si sta consolidando come politica strutturale di lungo periodo e non come iniziativa a termine.
Per residenti e imprese, il piano si traduce concretamente in nuove regole per gli appalti pubblici, in opportunità di finanziamento per progetti di riuso e riciclo, e in una gestione dei rifiuti organici destinata a migliorare nei prossimi mesi. Resta da vedere quanto rapidamente questi cambiamenti si tradurranno in una riduzione misurabile dei rifiuti prodotti dall'arcipelago, ma il raggiungimento del 60% di esecuzione a due anni dall'avvio del piano indica che il processo, per ora, procede secondo i tempi previsti.

